Archivio storico dell'arte — 5.1892

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nografia. Noi conveniamo che col Bandinelli, col
Montorsoli, col Montelupo è affatto sfrondato il bel
fiore dell'arte del Ghiberti, di Donatello, di Luca
della Robbia, del Pollaiolo, di Desiderio, del lìos-
sellino ; ma è proprio vero che questi prevaricatori
erano fascinéspar la vue de hi statuaire antique?
No: essi non erano che spavaldi ripetitori di una
cifra che le audacie di Michelangelo avevano creata,
e che nei loro spiriti freddi e rattrappiti si andò,
a grado a grado, corrompendo, fino ad alterare
ogni forma, fino a perdere la conoscenza delle pro-
porzioni del corpo, fino a creare una natura fuori
della natura, fino a far sembrale a noi posteri una
vera benedizione il sorgere dell'arte barocca, alla
cui determinazione la statuaria antica cooperò assai
più ch'ella non avesse informato i michelangiolisti ;
non tutta la statuaria certamente, nè di essa la
parte più eletta per sobrietà sapiente e per dignità;
ma il Laocoonte e VErcole Farnese divennero mo-
delli ammirati e imitati innegabilmente, laddove

sarebbe difficile ritrovare indizi della loro influenza
nel periodo precedente. Potea pure il Bandinelli,
per ordine del duca Cosimo, copiare il primo di
quegli esemplari ; ma quel suo millantarsi di po-
tere far opera migliore dell'originale rivela come
egli si stimasse possessore di un'arte più alta di
quella, e non credesse aver bisogno di trarne con-
sigli.

Nè taceremo che c'è un punto dello scritto in
cui non riusciamo ad afferrare il pensiero dell'au-
tore : «La Sainte Cécile est à Rome une ccuvre
anormale; cróce à Kome, elle n'appartient pas à
l'art romain (è giusto); elle est la négation mème
de l'art de la Renaissance (perchè ?). C'est une
tìeur tardive de Fècole lombarde; c'est cornine le
dernier écho de la gràce du Corrège et de Léonard
de Vinci ». Cosicché questi due maestri sarebbero
fuori del Rinascimento? Anzi ne sarebbero l'an-
titesi?...

G. Cantalamessa.

Arrhivio ntur'co dell'Arie - Anno V, Fase. III.

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