Archivio storico dell'arte — 5.1892

Seite: 202
DOI Heft: 10.11588/diglit.18091.21
DOI Artikel: 10.11588/diglit.18091.27
DOI Seite: 10.11588/diglit.18091#0239
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1892/0239
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
0.5
1 cm
facsimile
MISCELLANEA

Il ritrovamento della tavola dipinta in Ar-
cevia da Luca Signorelli. — I gentili lettori
àeìYArchivio storico dell'Arte ricorderanno che nella
Miscellanea del fase. III-IV, anno III, 1890, pub-
blicammo un apposito studio diretto a facilitare
la ricerca di una tavola dipinta in Arcevia dal
celebre pittore Luca Signorelli, della quale, dopo
che fu portata via nel 1811 sotto il Regno Italico,
non si era avuta più notizia alcuna. Ora siamo
lieti di annunziare che questa tavola è stata for-
tunatamente ritrovata nella chiesa parocchiale di
Figino presso Milano, e di questo felice rinveni-
mento vari scrittori (fra cui primo l'architetto Bel-
trami) hanno dato annunzio nei giornali milanesi; 1
ma come avemmo a sospettare fino d'allora, essa
aveva ricevuto un nuovo battesimo ed era attri-
buita niente di meno alla scuola bolognese !... Que-
sta falsa attribuzione artistica aveva reso vane fino
ad ora tutte le ricerche fatte all'uopo da vari eru-
diti; e fu solo nell'ottobre dello scorso anno che a
Roma, scorrendo coll'amico prof. Adolfo Venturi
presso il Ministero della P. I. l'elenco dei quadri
provenienti dalle corporazioni soppresse assegnati
al principio di questo secolo alla R. Accademia di
Milano, e che tuttora sono depositati presso alcune
chiese della campagna lombarda, fu solo allora, che
potei con certezza ritrovare la tanto ricercata tavola
di Signorelli, depositata nella chiesa di Figino in co-
mune di Trenno. Le indicazioni generali del dipinto,
e più di tutto la sua provenienza ce ne davano la

1 Vedasi : Perseveranza, 9 dicembre 1891 e 27 febbraio
1892; Cronaca d'Arte, 22 novembre, 5 dicembre 1891 e
17 gennaio 1892; Corriere della Sera, 13-14 febbraio e
21 febbraio 1892. Veggasi pure il n. 1 e 5 del periodico
fiorentino Arte e Storia, e l'ultimo fascicolo del perio-
dico d'arte di Germania il Repertorium fUr Kunstwis-
senchaft di Stuttgart, dove il prof. C. de Fabriczy ci co-
municò che si affrettava di dare l'importante notizia.

più ampia assicurazione non ostante il falso bat-
tesimo ch'esso aveva ricevuto; il quale non ci fece
punto meraviglia, avendo già veduto al primo colpo
d'occhio che a molti e a molti quadri provenienti
dalle Marche erano state date le più inesatte e le
più sbagliate attribuzioni. Ed al nostro quadro non
si sa davvero capire come siasene potuta dare una
simile, giacché i grandiosi caratteri della maniera
signorellesca vi dominano spiccatamente, e meno
male sarebbesi potuto attribuire alla scuola uni In a.
Infatti alla scuola del Perugino l'aveva ascritta il
segretario comunale di Arcevia rispondendo alla
circolare a stampa 5 giugno 1810, diramata dal
Governo provvisorio a tutti i comuni marchigiani —
per sapere se nelle chiese dei soppressi ordini reli-
giosi vi fossero stati quadri di pregio — e di scuola
antica (sic) lo disse il commissario Antonio Bocco-
lari dell'Accademia di belle arti di Modena nella
ricevuta che di questo quadro rilasciò al Podestà
di Arcevia il 20 giugno 1811. 2

Ma ora che ho potuto studiare attentamente
questa tavola col sussidio di una buona fotografia
favoritami dalla cortesia dell'on. deputato architetto
Luca Beltrami, che tanto interesse ha preso per
questo dipinto, voglio darne una più esatta descri-

2 Nell'Archivio comunale di Arcevia, nel carteggio
del 1811, abbiamo trovato la pratica di questo quadro,
che si dice senz'altro « di scuola antica»! Antonio Boc-
colari venne in Arcevia con il delegato amministratore
demaniale signor Carlo Rosei di Fabriano li 19 giu-
gno 1811, ed oltre a questo quadro prese in nota anche
quello tuttora esistente nella chiesa di Santa Lucia, che
figura il Martirio di Sant'Andrea, buono — come dicesi
nella nota stessa — per decorazione!... che si doveva spe-
dire dietro ordine che più non venne. Dal carteggio rile-
viamo che la tavola di Signorelli, con lettera 20 giugno
1811, fu inviata a Matelica — e di là inoltrata a Mace-
rata, capo del dipartimento — col mezzo del birocciaio
Lorenzo Mancini; ed il Comune, per la cassa ed altro,
dovette incontrare la spesa di ventisei lire!
loading ...