Archivio storico dell'arte — 5.1892

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MISCELLANEA

istessa, ove oggi si trova, non senza però avere in-
contrate delle opposizioni dalla popolazione di Fi-
gino, dolente di perdere un tesoro, che però non
aveva fin qui giammai apprezzato.

Il Ministero, mentre curerà il ragionevole re-
stauro di questo dipinto, ha accettato anche la no-
stra proposta di far pratiche per vedere di ricom-
pletarlo con i pezzi venduti ad un antiquario dagli
eredi Filippini ; e così ce ne dava cortese avviso.
Poiché è bene si sappia, che il quadro era comple-
tato superiormente da una lunetta rappresentante
1' Eterno Padre, e sotto da uno zoccolo o predella,
recante alcuni fatti della vita della Vergine; il tutto
collegato da una cornice architettonica formante
pala d'altare. Ed oggi, come rileviamo dai gior-
nali milanesi, questo quadro sta esposto al pubblico
provvisoriamente nella 3" sala. Gustavo Frizzoni,
il notissimo scrittore d'arte, dandone conto nella
Perseveranza, cosi ne parln :

«E un'opera che in onta ai suoi difetti, che
si possono riassumere in una certa rozzezza nella
esecuzione, merita di stare nella nostra grande Pi-
nacoteca come esempio spiccato della maniera robu-
sta e grandiosa d'uno dei più noti precursori di
Michelangelo.

« L'altro voto che rimane ad esaudire ora, è
quello di poterla vedere, quando che sia, prudente-
mente riparata, reintegrata per quanto è possibile,
al suo stato primitivo. Fortunatamente le quattro
figure di santi, insieme a quelle della Vergine e del
Bambino in trono, sono nel complesso bene conser-
vate, quando si faccia eccezione del manto della
Madonna tutto quanto ricoperto e deturpato proba-
bilmente dal restauratore che ci operò nel 1843.
Parimenti ricoperta nel modo più arbitrario si
è tutta la parte alta del quadro, dove non altri-
menti che lungo 1' orlo del manto della Vergine si
vedono tuttora trasparire dei motivi di ornato leg-
germente rilevati e che dovettero esser messi ad
oro sotto uno strato di tinte opache sovrapposte.
Questi ornati si stendono lungo due pareti, che do-
vevano formar spalliera dietro le figure dei santi,
e sopra il trono a guisa di cimasa lasciando a sco-
perto quivi dietro il capo della Madonna soltanto
un cartellino recante il nome di Signorelli da Cor-
tona. 1 E da presumere infine che nella parte su-

1 11 Signorelli avendo firmati anche gli altri quadri
fatti in Arcevia, avrebbe così firmato anche questo. Però
riteniamo che questo cartellino fosse stato poco visibile
anche quando il quadro fu portato via da Arcevia, al-
trimenti se era facilmente visibile, vi avrebbero letto il

periore del dipinto si presentasse in origine una
bella tinta trasparente di cielo, ora offuscata e li-
mitata da un' arcata a brutte sagome, superfetazioni
tutte, che dovranno scomparire coli'opera del ri-
pristino.

« Giova sperare dunque che anche questo voto
si compia, come pure che in seguito altre opere in-
teressanti con eguali pratiche vengano ad aggiun-
gere nuovo lustro alla Pinacoteca, quando sarà
provveduto allo spazio necessario per accoglierle».

Ed è questo anche il nostro ardentissimo voto,
che però non vorremmo subordinato a quest'ultima
condizione, perchè quadri che hanno assolutamente
un pregio — e provenienti dalle sole Marche ancor
molti ve ne sono — non si deve permettere che stiano
più a lungo presso persone che non ne curano in
alcun modo la conservazione.1

nome dell'autore, che così sarebbe comparso nei regi-
stri, senza dar luogo a false attribuzioni.

Ma ciò provi anche una volta che i commissari in-
viati dal Governo poco o nulla si curarono di investigare
e di conoscere gli autori dei quadri ch'essi prendevano
in consegna, senza controllare affatto gli elenchi che i
Municipi, rispondendo alla circolare 5 giugno 1810,
avevano in proposito già inviato.

In questi giorni poi abbiamo ricevuto il nuovo Ca-
talogo della Pinacoteca di Brera, compilato dall'egregio
signor dott. Giulio Carotti, dove alla pag. 69 si nomina
questa tavola, oggi definitivamente collocata nella II sala,
portante il numero 1 !>7 bis, e si riporta la firma del
Signorelli che leggesi nella cimasa del trono nel modo
preciso come appresso:

LVCAS SIGNORE
LLI P. COTONA (sic)

e più sotto la già nota iscrizione.

Le altre due firme autentiche che Luca Signorelli
lasciò nei quadri di Arcevia sono, nel grandioso polit-
tico, nello spessore del gradino ove posa i piedi la
Vergine :

LVCAS SIGNORELLVS PINGEBAT M-D-VII

e nell'altro quadro in un cartellino con piegature col-
locato sotto ai piedi del battezzante Giovanni Battista:

■ bVCA-SIGNIORELLI-
DE ■CORTONA■

Nella piccola tavola, poi, proveniente dalla chiesa di
Santa Maria del Fabriano, dipinta in questo periodo,
rappresentante la flagellazione di Cristo, oggi nella Pi-
nacoteca di Milano, Signorelli scrisse questa firma nel
fregio di una decorazione architettonica:

OPVS LV- CE-CORTONENSIS

1 Mi si perdoni se qui accenno solamente ad alcuni
quadri provenienti dalle Marche che sono ancora in de-
posito e che dovrebbero ritirarsi. Fra le tavole, oltre
quella rimasta ancora a Figino, forse di Giuliano Pre-
sciutti da l'ano, merita esser ricordata quella attribuita
a Timoteo Viti (vedasi in proposito il Lazzari, Delle
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