Archivio storico dell'arte — 5.1892

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LA RACCOLTA DEL SENATORE GIOVANNI MORELLI

IN BERGAMO

I.

L'Accademia Carrara.

n haliti il ('(incorso dei privati cittadini a favorire il de-
coro e l'ingrandimento dei pubblici musei è sempre stato
notevole.

Non è l'ultima a darne testimonianza la pinacoteca
clic s'intitola dalla denominazione dell'Accademia Carrara
in Bergamo.

Tolta la part'e non molto rilevante che le è stata
fatta dal Municipio, essa è costituita tutta da lasciti di
egregi patrioti. Primo fra questi il conte Giacomo Car-
rara, il quale, con suo testamento del 1795, legava il suo
patrimonio allo scopo di mantenere una galleria di dipinti
da lui stesso raccolti e di continuare la scuola di disegno
già da lui fondata.

I capi più importanti della sua galleria sono: una
splendida tela di L. Lotto, rappresentante lo Sposalizio di Santa Caterina, una serie di ritratti
del Moroni e di Fra Yittor Ghislandi, una Madonna di Gaudenzio Ferrari, le quattro tele dei
Baccanali del Varotari (tre ricavati da Tiziano), parecchie opere di Andrea Previtali, e via di-
cendo. Affidata la direzione della raccolta ad una Commissaria composta di sette cittadini berga-
maschi, questi ebbero cura di acquistare per la galleria, in varie occasioni, delle opere di pregio,
massime per la storia della pittura, in quanto concerne la città e la provincia. E basterebbe ram-
mentare in proposito i recenti acquisti di due interessantissimi ritratti, uno di mano di Lorenzo
Lotto, rappresentante in modo brillante e fantastico una nobil donna di casa Grumelli, in mezza
figura; l'altro l'effigie della poetessa bergamasca Isotta Brembati, opera accurata e di caldo
colorito, del celebre Giovanni Battista Moroni, il principe dei ritrattisti.

Il Moroni, del resto, in nessun luogo può essere studiato meglio che a Bergamo e in ispecie
all'Accademia Carrara, a seconda delle diverse trasformazioni subite nel corso degli anni, e me-
riterebbe da solo a richiamarvi l'attenzione degli amatori.

Altri ingrandimenti ebbe la raccolta Carrara per opera di diversi lasciti di singoli quadri.
Fra essi si distingue massime quello del fu conte Carlo Marenzi, che consiste in una meravi-
gliosa Madonnina col Bambino dormiente di Andrea Mantegna, dipinta con chiari colori a tempera
sopra una tela di finissimo tessuto.

ArcMviu étorico dell'Arie - Anno V, Faa(\ IV. 1
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