Archivio storico dell'arte — 5.1892

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facsimile
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GUSTAVO FRIZZONI

in.

Sala seconda — I cinquecentisti italiani, i seicentisti olandesi.

Abbiamo già nominato in anticipazione due ritratti di scuola fiorentina che in realtà
sono collocati in questa seconda sala. Neil' immediata loro vicinanza se ne presentano due
altri vie più importanti, che sono entrambi prodotti dell'arte veneta. E l'uno il ritratto di gen-
tiluomo, di cui porgiamo il facsimile nell'unita tavola (fig. 6a). Opera splendida di quel valen-
tuomo di Marco Basaiti, che fu il continuatore dell'arte di Alvise Vivarini e l'emulo di Gio-
vanni Bellini. La grandiosa semplicità del concetto, la lucentezza del colorito, l'impronta emi-
nentemente caratteristica, gli conferiscono un fascino, cui non sanno resistere nò i profani nò
gl' iniziati.

Gli fa riscontro un'effigie di dama in costume sfarzoso, presa di faccia, con ambe le mani
appoggiate sopra un parapetto. È fra .tutti i quadri di questa sala quello che sente maggior-
mente del gusto e del fare del quattrocento, e per verità insieme al ritratto del Basaiti, se le
proporzioni dello spazio l'avessero consentito, avrebbe trovato posto più acconcio nella prima
sala. N'è autore il veronese Paolo Morando detto il Cavazzola, che morì giovine, come si sa,
lasciando scarso numero di opere, ma tali che rivelano una natura fra le più peregrine. Le
opere sue principali vanno ricercate a Verona, in ispecie nella galleria Civica, e chi non le ha
vedute non s'illuda di saperne valutare appieno la portata, per quanto avesse veduto alcuni
altri suoi ritratti che hanno abbandonato i patrii lidi.

Si alternano poi sopra una delle pareti maggiori altre pitture di ritratti e di soggetti reli-
giosi. Fra le prime tengono un bel posto le tele del giorgionesco Cariani, del romantico Roma-
nino da Brescia e dello scrutatore assiduo della natura umana, il già rammentato Gio. Batt. Mo-
roni. Come quest'ultimo poi riesci artista di prim'ordine nello studio dal vero, così il suo maestro,
il Moretto, nell'interpretazione dell'ideale. E ben lo manifestano le due sue tavolette giunte
nella raccolta Morelli, massime quella del colloquio di Cristo colla Maddalena eh' è davvero una
delle perle della galleria.

A petto della medesima non ispetta se non un posto subordinato alla piccola Sacra Famiglia
di Sofonisba Anguissola. Non ostante è una cosetta piacente pur essa e da interessare se non
altro come opera di una pittrice d'ingegno precoce, che volle segnarsi nella medesima col nome
e colla qualifica di Sophonisbu Anagussola adolescens.

E così taceremo di altre cose minori, per passare infine alla parte spettante all'arte nordica
delle Fiandre e dell'Olanda.

Che il senatore Morelli fosse dotato da natura delle qualità opportune per penetrare nei
segreti dell'arte nostra è cosa che rimane dimostrata tanto dagli ammaestramenti lasciatici dalla
sua voce e da' suoi scritti, quanto dalla perspicacia con cui gli riesci a circondarsi di una co-
spicua raccolta di opere italiane. Ci sarebbe quasi da meravigliarsi quindi ch'egli abbia saputo
estendere queste sue facoltà anche ad un illuminato apprezzamento di un mondo dell'arte affatto
diverso, qual è quello ch'ebbe a schiudersi e a svilupparsi con ricche ed originali manifestazioni
nelle Fiandre e nell'Olanda fino dal principio del secolo xvn, se non si sapesse che la sua
vasta cultura lo aveva reso atto ad abbracciare i più estesi orizzonti della civiltà europea.

Sta il fatto che fra i venticinque dipinti di scuole straniere raccolti nella seconda sala sopra
due apposite pareti si trovano parecchie opere degne di osservazione, alcune anzi di un valore
superlativo, appartenenti alla scuola olandese propriamente detta, ossia pertinenti a quelle pro-
vinole dei Paesi Bassi che sorsero a nuova vita liberandosi con patriotici sforzi dalla domina-
zione spagnuola.
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