Archivio storico dell'arte — 5.1892

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242 CORRADO RICCI

à tolto a fare el tnuro de la Rocha de Castelbolognese libre centocinquanta».1 Il 10 maggio,
Giovanni da Siena riceveva un mandato di 684 lire. 2 Un altro di 359 lire del 7 settembre è
intestato: «Magiaro Iohànni ili- Seni» <iiti fuit Ingignerius superstes et expenditor super laboferijn
Rocce Castri Bolognesii prò expensis per eum factis in dictis laborerijs ultra librai 4743 ». L'ul-
timo mandato del 1392 reca la data del 7 novembre ed è di lire 400. 3

I lavori della ròcca procedettero nell'anno seguente (come si rileva da mandati del 19 lu-
glio, del 14 agosto e del Ili ottobre) diretti sempre da Giovanni da Siena, il quale nel 3 gen-
naio del 1394 ritirava, allo stesso scopo, la somma cospicua di quasi 3230 lire bolognesi. ' L'ul-
timo documento clic fa ricordo dell'artista senese applicato all'opera di Castello risale al
23 giugno 1394 e consiste in un mandato di lire 400 prò reparatione fiendu molendino Castri
Bolognesii. ''

Antonio di Vincenzo andò per gli Anziani a Castel Bolognese nel febbraio del 1393, ma
evidentemente per una semplice ispezione" che dovette rinnovare nell'agosto estendendola :i
Massa Lombarda e a Centi . 7 Un anno dopo Antonio ritorna a Castel Bolognese, ma non sembra
clic v'andasse come ingegnere. tMagistro Anfanili Vincencii muratore Caputmagistro, ut supra,
misso ex parte dominorum Antianorum mi Castrum Bolognexium <li<' XXI iulii solvente prò duobus
ilii'h/is quibus stetti in dieta inalata».

Riassumo in poche parole ciò clic risulta da tutti questi documenti. Prima del 1388 dove
è Castel Bolognese esisteva una piccola bastia, in quell'anno ampliata e fortificata da Lorenzo
da Bagnomarino. A lui successe nella direzione dei lavori Giovanni da Siena che, oltre esten-
dere le mura di cinta, edificò la ròcca nei tre anni 1892, 1893 e IS!I4. Antonio di Vincenzo,
contrariamente a quanto ha sostenuto, con altri, il Giordani, non vi lavorò mai come, ingegnere
od architetto, ma vi fece semplicemente delle ispezioni.

V.

Ingegneri bolognesi .i Cento, alla Pieve, a Castiglione di Romagna, a Solando,

al ponte di Cavadiccio.

Troviamo notizia che Giovanni da Siena fu a Cento e alla Pieve nell'autunno del 1396
per la consegna dei mulini di quei castelli ai rispettivi conduttori. Con lui era un Baldo d'Al-
berto, di Cambio, ed un altro ingegnere del comune bolognese di nome Berto Cavalletto. 8

Antonio di Vincenzo era stato agli stessi luoghi, pei lavori del Reno e pei mulini, nel 1398
e nel 1395, del quale ultimo anno fu anche a San Giovanni in Persiceto e in Romagna. Nel 1394
andò a ispezionare i lavori del fortilizio di Castiglione Romagnolo. 11

Poco dopo il nostro Giovanni operò intorno alla ròcca grande e al mulino di Solarolo. Per
tali lavori egli era creditore del Comune di Bologna di lire 2684 e soldi 8. Ugolino Scappi,
dottore, uno degli ufficiali della Balìa, a nome del Comune, gli assegnò, con rogito del 20 di-

1 Arch. bui. - Riformagioni, serie II. voi. del 1392,
ìi. ."><>, alili data.

- Arch. boi. - Riformagioni, serie 1J, voi. del 1892,
n. 53, alla data.

'Arch. Ind. - Riformagioni, serie ti, voi. del 1392,
n. 52, alle date.

4 Arch. boi. - Riformagioni, serie II, voi. del 1394,
li. (11. e. T.

;'A re li. boi. - Riformagioni, serie II, voi. de! 13114,

ii. 61, a la data.

"A. Gatti, op. eit., 111*, doc. VII.

7 Op. eit., 109, doe. XV. La ròcca di Castel Bolo-
gnese fu quasi interamente distrutta da Cesare lìorgia.
Agostiho Garavihj, op. eit., p. 96.

8 Arch. boi. - Riformagioni, serie II, rol.de] 1396,
alla data.

* A. (tatti, op. eit., pp. 198-200; documenti un. XI.
XIII, XIV, XV, XVI. XIX, XX, XXI e XXII.
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