Archivio storico dell'arte — 5.1892

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GIOVANNI DA SIENA

d'Este, per Antonio di Montefeltro conte d'Urbino e per altri principi. Le epistole del Polentano
ciano del 141(i. Dunque l'ingegnere lavorò per gli Estensi anche prima di passare al loro ser-
vizio e mentre si trovava a quello del Comune di Bologna. Non è possibile argomentare diversa-
mente, come non è possibile supporre ch'egli operasse per Nicolò d' Este prima di andare coi
Bolognesi; perchè Nicolò divenne signore di Ferrara solo nel 1393, quando già il nostro Senese
era a Bologna da sette anni almeno.

Di questi lavori per Nicolò 111, per Antonio da Montefeltro e per altri principi non abbiamo
trovata traccia alcuna, ma l'autorità di Obizzo da Polenta, contemporaneo, conoscente anzi di
Giovanni e con lui in rapporti d'interesse, ci toglie il diritto di sollevare qualsiasi dubbio.

Dei lavori eh'ei fece pel Signore di Ravenna abitiamo testimonianze dirette, le quali ci
provano inoltre che furono fatti per l'appunto nel quinquennio 1416-1420. T lavori furono quelli
in allora giganteschi dell'inalveamelo del fiume Lamone detto anche Raffanara, nei quali si

AVANZI DEL CASTELLO 1)1 GALLIERA

ilt.-i ntui fotografia d'O. Guerrini).

impiegò un numero infinito d'uomini, tantoché invano Almerico .Manfredi sollecitò un aiuto di
soldati dai Polentani. 1

Qui giova riprodurre il passo del Rossi: « Paulo post XIII hai. lun. Ravenna profectus [Opizo
Polentanus], cum coniuge ac sororé, Pado devectus, Férrariatn, atque inde Venetias se contulti:
Ravennani mi mi itisi robot Hostasius filius, qui V. kal. equo» aliquot patris, item ad Carolum Mo-
latestam, petentem ilio» misti, eodemque die scripsit ad Ludovicum Manfredum, ni quos illi pater
(lederai pedties, rémtiteret: non enim posse eos diutius extra Ravennatem ditionem commorari, quando
omnes fere Imitts regioni» nomine» in deducendo in direnili Anemone fluvio esseni occupiti}. Ili*
autem litteris non Hostasius ipse tonitim, sei/ et Laurentius Venerius Praetor, subscripsit. Curabat
anteni Opizo magnopere cum fluminis deductionem, quam videbat Ravennati plurimum agro, et Ba-
gnacavaUensi, ne reliquis profuturam et per nasce dies mi loannem Oaleatium Manfredum, Fu reti-
ti nnm l'ri nei peni, ì'ct/ctiis scripsit, cimi ut inni rei, i/iiio et ito ioni fnisset pollictius, et magnum
ilio esse! Favetdinae rei commodum oliatura: et Ravennani reversus, oil Magistratus Faventinos;
quos coati Antianos, Noni» Tunii, per litteras significanti, tantisper sustinerent, dum Ioannes Se-
nensis Ravennani venir et, quod propediem foret, tutte enim eam se rem curaturum diligentissime.
Erai /tic Ioannes, sitmmtts co astate Architectui, quetn licci Opizo conduxisset, eius tomen uti opero

1 Vihoenzo Cmìkaki, Stm iii ili Romagna. Jlg. nella bibl. ili ('lussi' in Ravenna, mi min.

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