Archivio storico dell'arte — 5.1892

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LUCA BELTRAMI

quello di mezzo lungo e liscio, gli altri due minori lavorati a punta di diamante; nella cupoletta
i cristalli superiori tutti tondi, quadri poi nelle faccette de'piedistalli tramezzo alle due colonne:
questi piedistalli essere di rame agiurati (traforati?) e così il piano del cornicione sopra di essi
e il contorno degli antidetti pezzi rotondi, ma d'argento dorato le basi e i capitelli delle colonne
come tutte e di bellissima figura le legature de'cristalli: sopra i capitelli delle dette colonne le
arme de' Viscouti e degli Sforza che risaltavano sopra il cornicione ed erano di argento smal-
tato». (Doc. inedito, vedi Allegrànza).

*

* *

La cappella di San Pietro Martire, durante il secolo xvi e la prima metà del successivo,
non ebbe a subire, assai probabilmente, modificazioni ed aggiunte di qualche ri-
lievo; ma nel 1651 il padre Cuccino, essendo inquisitore generale della diocesi
di Milano, e volendo onorare la memoria del Santo suo predecessore, si accinse a
ristaurare ed adornare — come pretende l'iscrizione commemorativa — la cappella.
! ysj ; Si può facilmente immaginare in che dovessero consistere questi abbellimenti com-
j piuti nel pieno seicento: si mascherarono le eleganti cornici con stucchi barocchi,
' ed i dipinti del Toppa e degli altri artisti del 1400 vennero ricoperti con nuove
\ composizioni. Sulla parete di destra il pittore Gr. Cristoforo Storer dipinse l'istitu-
zione dei crocesegnati ; su quella di sinistra Melchiorre Gherardini dipinse la
battaglia di Firenze : e nella cupola il pennello di Ercole Procaccino rappresentò
la gloria del Santo. A compimento dell'opera, il padre Cuccino eresse sull'altare —
che era un semplice altare di cotto — una tribuna di legno con balaustra di marmo,
fiancheggiata da due candelabri di bronzo, destinata a custodire il tabernacolo colla
testa del Santo.

| Ne qui si limitarono le manomissioni della cappella : al principio del se-

J colo xviii non era ancora stato fatto l'altare in marmo, ed il corpo del Santo si
£ trovava sempre lontano dalla testa, per cui la devozione del popolo si trovava
*| divisa: si pensò quindi a trasportare anche il mausoleo del Balduccio nella
I cappella, ed ai 17 di marzo del 1736 il padre Bonacina priore del convento, pro-
cedeva a ricomporre il mausoleo nella cella di fondo della cappella (alla lettel a 6
del disegno planimetrico), erigendo, l'anno seguente innanzi al mausoleo un altare
tutto di marmo con bronzi dorati, e chiudendo la cappella colla cancellata barocca
che ancor oggidì si vede : al tempo stesso vennero pure contornate con marmi
barocchi le porticine laterali all'altare, e venne su questo collocata una cassetta
d'argento portata da due angioli in bronzo, contenente la testa del Santo. In quella
' i circostanza l'antico fanale, donato da Ludovico Maria, colle tre corone decorate
di gemme preziose che vi erano state sovrapposte nel 1600, venne sgraziatamente
disfatto. Ad accrescere la rovina si aggiunse il disperdimento del ricco steccato di
colonne eretto dal duca Filippo Maria : poiché, trasportato il mausoleo nell'angusta
cella, e non essendo più possibile la ricomposizione della cancellata di difesa intorno
all'arca, le colonnine andarono disperse « toltene, dice l'Allegranza, alcune bianche poste in mezzo
ai finèstroni di queste cappelle ed altre rosse nella galleria posteriore'». Aggiunge l'Allegranza: « ho
rollilo, per memoria dei posteri apporre in fine ili questo capo il disegnò che ho (otto fare da di-
ro/nino Sirone, il quale ebbe mano nel suddetto trasporto » : tale disegno non è stato reperibile,
cosicché non ci resterebbe oggidì alcuna memoria dello steccato di Filippo Maria, se nei ripostigli
della basilica non avessi potuto rintracciare le poche colonnine utilizzate negli adattamenti fatti
nello scorso secolo, e che erano state nuovamente levate in occasione dei recenti restauri. Cinque
sono le colonnine che potei rintracciare, due delle quali col fusto spezzato: sono tutte di marmo
bianco, coi capitelli e le basi di lavoro accurato (vedi fig. 15") i primi, dell'altezza di centimetri 30,
hanno piccole volute e un doppio giro di fogliame molto mosso; le basi, dell'altezza di centime-

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rif. 16\ Colonn.
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