Archivio storico dell'arte — 5.1892

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RECENSIONI

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dotta al tino dall'alto Ufficio a cui andiamo d'as-
sai debitori per l'iniziativa dell'impresa in que-
stione: poiché solamente eoi mezzo di un simile
catalogo particolareggiato il mondo degli scienziati
potrà mettere a profitto per gli studi della storia del-
l'arte, pienamente e come merita, quella inesauri-
bile fonte di schiarimenti inaspettati, di raggua-
gli importantissimi, che ha nome Gabinetto dei di-
segni e delle stampe della K. Galleria degli Uffizi.

C. nv. Fabriczy.

Camilli Eh.un. — L'Abbaye de San Galgano près Sienne,

au treizième siècle (Ecole francaise de Udine: Mélan-
ge» d'archéologie et d'histoire. SI* anace, 1891). —
l'aria, Thorin.

LA. fa La storia dell'abbazia cistercense di San
Galgano in Toscana, situata a mezzo della distanza
tra Siena e il mare, costruita nel secolo xnr e in
parte rovinata dopo il 1816. 11 cartulario dell'ab-
bazia si conserva quasi intatto negli archivi di
Siena, e da esso l'A. ricava i documenti relativi alla
costruzione. Essi sono compresi tra gli anni 1218
e 1300. 11 monaco che dirigeva la costruzione sino
al 1276 era chiamato col nome di operarius. In
quest'anno Voperarius fu sostituito da un converso
col titolo di maaister operi» ìapidum, e talora di
operarius; nel 1279 gli fu aggregato un secondo
operarius. L'A.. desunte dal cartulario le notizie
sull'inizio e sul proseguimento della costruzione,
studia l'organizzazione interna dell'abbazia, la sua
amministrazione e la natura ile" suoi beni. E que-
sto un capitolo utile di un libro che l'A. promette
sull'origine dell'architettura gotica in Italia, « une
étude qui parattra, je l'espère, sérieuse et entière-
ment nouvelle sur ce point important, et, on pent
le dire, inédit de l'histoire de l'art ».

Raoul Romcbes. — L'architecture dite gothique doit-elle
étre ainsi dénommée? (Sevue archéologique, 111' sèrie,
tome XIX). — Paris, L892.

Per una figura rettorica, per una sineddoche,
il nome della parte si estese al tutto, la parola
unticci prese un significato ben diverso da quello
(die ha assunto nella lingua, troppo rigorosamente
scientifica, del secolo xix. Mentre in tempi recenti
il nome di (ioti è applicato ai popoli che passa-
rono il Danubio nel 376, prima serviva a dise-
gnare confusamente tutti i barbari (die irruppero
sull'impero romano. «Per la gente del medioevo,

scrive l'A., due grandi masse umane solamente si
erano trovate di fronte al tempo delle invasioni:
il mondo romano costituito da tutti i popoli sog-
giogati da Roma, e il mondo gotico composto da
tutte le orde bionde che rovesciarono l'impero.
Ora, è proprio in tutte le regioni occupate dalle
orde bionde (die l'architettura nuova si manifestò:
e (dò stabilito, è facile comprendere perchè, a di-
spetto di tutte le obbiezioni dei moderni sapienti,
gli ignoranti d'altri tempi siano stati assai logici
distinguendola col nome di gotica ». Veramente,
l'A. non pensa che i barbari, in ogni modo, non
possono dare il nome ad un'architettura nata tanti
secoli dopo le loro migrazioni, e (die significa ben
poco il vedere che l'architettura gotica si sviluppò
nelle regioni invase dalla razza bionda. Vi sarebbe
Mirln lo stesso, secondo il principio degli adatta-
menti.

Dott. I'. Ki/./.iM. — Illustrazione dei civici musei di Bre-
scia (Medaglie). — Brescia, tip. Apollonio, 1892.

L'A. (die già con molta diligenza ha illustrato
le giacchette del Museo di Brescia, ora dà il cata-
logo delle medaglie, provenienti in gran parte dalla
raccolta di Camillo Brozzoni, che salvò la mag-
gior parte dei bronzi da Gian Maria Mazzucchelli
adunati allo scopo d'illustrare la grande opera de-
gli scrittori d'Italia. A quella raccolta, si aggiun-
sero le medaglie del Rinascimento, legate dal conte
Leopardo Martinengo, poi la serie Quiriniana delle
medaglie papali da Martino V a Clemente XIV ed
altre. Tutto il prezioso materiale ora è raccolto,
esposto, classificato, principalmente secondo il me-
todo seguito dall' Armami, cronologico ed artistico.
L'A. nota che pei soli due secoli xv e xvi le me-
daglie del civico Museo superano di centoquaranta
quelle annotate nei tre volumi dell'Armand; e ne
segnala alcune, come più meritevoli d'attenzione,
riproducendole in fototipia nelle tavole che cor-
redano il volume.

Au. Michael». — Ròmische Skizzenbiicher nordischer
Kiinstler des XVI Jahrhunderts (Jahrbuch dee Kaiser-
/irli deutschen archdologischen Instituts. Band VII).
— Berlin, 1892.

L'A. continua le ricerche esposte lo scorso
anno indio stesso periodico sugli -.chizzi di opere
classiche eseguite in Koma nel cinquecento da ar-
tisti nordici. Nello scorso anno discorse dei disc-
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