Archivio storico dell'arte — 5.1892

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CRONAIIV ARTISTICA CONTEM PORANBA

Il palazzo della Banca Nazionale, non ancora
interamente scoperto, è del Koch, architetto ro-
màno, che, tuttavia giovane, morrò la sua energica
operosità, ha già coni pi ufo molte costruzioni di non

ordinaria importanza, fra cui principalissima, e de-
gna d'alta lode, quella del palazzo Piombino nel
quartiere Ludovisi.

L'edifìcio della Banca Nazionale è tutto di tra-
vertino, e presenta una facciata con due ingressi,
su via Nazionale. Questi due ingressi sono collocati
in due corpi, i quali sporgono alquanto dal corpo
principale, che in sostanza al prospetto offre tre
linee di avanzamento, massima quella delle due
porte, inedia quella della parte centrale, minima
quella delle parti estreme. Le forme di queste ul-
time si svolgono nelle facciate laterali, dove però
si schierano le finestre piccole e modeste d'un
piano tra il primo e il secondo; ed è da notarsi
che, venendo dall'alto della via, si lui la miglior
vista del palazzo, perchè il fianco, nella sua no-
bile semplicità relativa, 6 indubbiamente superiore
alla faccia principale. Questa, infatti, risulta so-
vraccarica e quasi messa dopo. I due piani, sul
pianterreno a bugnato, hanno tra finestra e fine-
stra due ordini jdi colonne, jonico al basso, corinzio
in alto. Le colonne mancano alle ali ed ai fianchi,
ed è meglio.

Il corpo centrale rimane così piuttosto pesante,
e il pianterreno, ben proporzionato nelle altre parti
del palazzo, ove del resto è ingrandito dal gra-
duale abbassamento delle vie, ha qui un effetto
meschino. Ciò avviene pure per la grossolanità del
cornicione, che india ragguardevole armonia del-
l'insieme, può dirsi la nota meno intonata. E quasi
tali circostanze non bastassero a conferire pesan-
tezza a un edificio che è pure condotto con serietà

e cuia rarissime indie moderne costruzioni, vi si
aggiunge la gravezza dei due gruppi che sovra-
stano ai due corpi degl'ingressi, sul cornicione, in
due timpani semicircolari. Sono anch'essi di traver-
tino, e rappresentano, il primo: l'Agricoltura fra
l'Industria e il Commercio; il secondo: la Legge
tra la Finanza e la Navigazione.

Delle sculture può dirsi quasi quel che si è
detto dell'architettura; l'autore, Nicola Cantala-
messa-Papotti, vi si dimostra sapiente, ingegnoso e
coscienzioso; ma e l'invenzione alquanto stantia,
e l'esecuzione risultano pesanti. Questo difetto anzi
è qui più paleso e più spinto che non nell'insième
dell'edificio.

Dei due gruppi, quantunque forse le figure la-
terali del primo, quello a sinistra (l'Industria, il
Commercio), sieno superiori alle altre corrispon-
denti al secondo (la Finanza, la Navigazione); que-
st' ultimo crediamo si debba anteporre, perchè me-
glio connesso, ed anche perchè non vi si nota un
particolare troppo evidentemente biasimevole, quale
è il braccio enorme sporgente della figura centrale
nel primo (l'Agricoltura).

Per ora non abbiamo potuto accennare se non
ai caratteri esterni di questo pregevole edificio;
torneremo a trattarne quando ci si darà agio di
esaminarne il cortile, le scale e ogni altra disposi-
zione ed ogni altro sviluppo interno.

*

* *

11 pittore Filippo Palizzi, che può ora consi-
derarsi come il decano della pittura italiana, adem-
piendo la promessa già da noi accennata nella Cro-
naca del precedente fascicolo, ha già disposto in
due stanze del palazzo di Belle Arti i suoi studi
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