Archivio storico dell'arte — 5.1892

Seite: 304
DOI Heft: 10.11588/diglit.18091.30
DOI Heft: 10.11588/diglit.18091.37
DOI Artikel: 10.11588/diglit.18091.38
DOI Seite: 10.11588/diglit.18091#0350
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1892/0350
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
0.5
1 cm
facsimile
304

GIACOMO BONI

etrusca di Firenze, che ha ciocche diverse dalle medioevali ondulate, come dalle greche, dalle
persiane, dalle caldaico-assire ricciute e dalle egizie a mantellina.

Oltre alle ciocche della criniera del leone, altri ciuffetti trovansi regolarmente disposti po-
steriormente alle zampe e sui genitali.

Le ciocche che scendono sulle spalle del leone coprono le penne di base delle antiche ali,
penne che sono bruscamente interrotte dal taglio per la incassatura delle ali nuove. La diffe-
renza fra le penne antiche e quelle delle ali restaurate è palese ; mentre le prime sono concave
arrotondate ed intere, le seconde invece sono convesse e frastagliate, come per maggior verismo.
Le antiche ali si sviluppavano meno staccate fra loro e più vicine al collo ; infatti le penne
originali si trovano dove scende la criniera e dove le ali restaurate non peranco incominciano.
Quanto alla forma, le ali antiche dovevano contribuire a quel simbolismo che, inspirandosi al

LUPA ROMANA
(Museo <l»'l Campidoglio).

sublime, non scende a particolari comuni nò cartoccia te vesti od i libri; dovevano armonizzare
colla linea severa che forma la testa del leone colla chioma e il dorso.

Mr. Ruskin aveva già supposto, nel St. Marh's resi (I, 22), che le ali antiche si stendessero
più delle attuali e che fossero ritagliate in penne.

La pratica di ritagliare le ali, in modo che la luce si traveda fra l'ima e l'altra delle penne
maggiori, fu introdotta dai bisantini nei loro mosaici, e fu seguita dagli artisti medioevali quando
fusero o scolpirono animali simbolici alati, p. e. il leone e il grifo del trecento a Perugia e
l'aquila di bronzo a Todi. Giotto l'adottava per le ali d'angelo e lo imitarono i quattrocentisti
che dipinsero leoni di San Marco, come Iacobello del Fiore e il Donatiti Veneta*.

Il leone di bronzo doveva a più forte ragione aver l'ali ritagliate in penne, per poter meglio
distinguerle contro il cielo. Di esse ci resta un assai magro ricordo nell' incisione in legno del
Breydembach (1486). In un quadro del Bassano, nella sala del Maggior Consiglio, è dipinta in
grandi proporzioni la colonna della Piazzetta ; trattavasi di un accessorio, tuttavia al pittore non
sfuggì il fatto materiale che le penne maggiori delle ali del leone ci ano staccate l'una dall'altra.

Nella cronaca di Marino Sanudo si legge in data 6 maggio 1510 che un vento terribile
ruppe un' ala di piombo ; del San Marco sopra le colonne, lochè ha fatto credere essere le ali
antiche di piombo, ma a chi conosce la flessibilità di questo metallo, sopratutto della lega medio-
evale, non riesce ambigua l'interpretazione, ricordando che il leone aveva le ali distese e a penne
loading ...