Archivio storico dell'arte — 5.1892

Seite: 318
DOI Heft: 10.11588/diglit.18091.30
DOI Heft: 10.11588/diglit.18091.37
DOI Artikel: 10.11588/diglit.18091.38
DOI Seite: 10.11588/diglit.18091#0364
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1892/0364
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
0.5
1 cm
facsimile
318

GIACOMO BONI

logorazione progressiva (v. Atti dell'Istituto Veneto, 1861-1 .Sii"), p. 602). Non trattasi invece che
d'un guasto accidentale, del quale ci è spiegata la cagione in una lettera di Gasparo Gozzi al
Mastraca, scritta il 28 gennaio 1756: Stanotte alle ore 9 s'appiccò il fuoco ai casotti. La colonna
che è verso il ponte della paglia si è da quella parìe scrostata ed ha palilo assai.

« Il danno si limita alla scrostatura parziale del fusto di granito e non ha avuto conse-
guenze ulteriori, uè domanda provvedimenti. Anche i guasti del capitello non sono molto gravi;
tuttavia ne ho fatto cenno perchè sarebbe opportuno e facile di ripararli se venissi- levato per
qualche tempo il leone». (V. Archivio Velaio, t. XXVI-XXXII).

TORO DELLA CATTEDRALE DI ORVIETO.

*
* *

Il Ministero dell'istruzione ordinò il progetto dei lavori occorrenti per riparare il leone, pro-
getto che non era ancora approvato quando dovetti occuparmi di un altro bronzo medioevale,
il toro di Lorenzo Maitani ad Orvieto.

Nel 1835 questa magnifica opera del Trecento era caduta dalla facciata della Cattedrale
ed era stata raccolta in frantumi. L'Amministrazione dell' Opera aveva intraprese più volte le
trattative per la sua rifusione ed aveva finito co] farne fare un nuovo modello, regolarmente
collaudato nel 1885. La stessa Amministrazione, in data 6 giugno 1888, comunicava al Mini-
stero le offerte avute per la rifusione del toro, tra le quali una di 5 o (i mila lire di compenso
oltre la cessione dei vecchi rottami. Fui allora mandato ad Orvieto, dove, accortomi della pos-
sibilità di robustaro e collegare assieme i rottami ricomposti, ne feci rapporto al Ministero, il
quale deliberava: «doversi considerare il lavoro fatto sinora come preparatorio a quello della
ricomposizione stabile, e doversi saldare e collegaro le parti superstiti dell'antico bronzo mediante
intelaiatura o scheletro interno di rame battuto ».
loading ...