Archivio storico dell'arte — 5.1892

Seite: 319
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fL LEONE DI SAN MARCO

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L'anno appresso collaudai il lavoro, felicemente riuscito, 1 e l'antico toro di bronzo potò
essere ricollocato a posto, cinquantacinque anni dopo ch'era caduto dalla facciata del Duomo.

*

* *

Mentre il Ministero, incoraggiato da tale buon successo, si accingeva a provvedere alla
riparazione del leone veneziano, gli venivano presentati alcuni campioni di saldature a fusione

di bronzi moderni, perfettamente riuscite, ma che mi lasciavano dubitare dell'esito qualora si
fossero saldati con tal metodo i frammenti del bronzo antico.

Fui incaricato di assistere ad un esperimento di saldatura a fusione di due frammenti del
leone di San Marco, per verificare quale alterazione subissero, e l'esperimento ebbe luogo nel-
l'arsenale di Venezia il giorno 8 maggio 1891.

« Due frammenti del leone (scrivevo nel mio rapporto in pari data) furono saldati in modo
perfetto, ma in luogo della patina antica, verde-cupo olivastro nelle superficie liscie,'verde erba
granuloso nei recessi, e con qualche traccia dell'originaria doratura, i frammenti dell'antico
bronzo si trovarono coperti di una leggera fioritura rossigua, sotto la quale appariva immediata-
mente il metallo disossidato.... Or dunque, non potendosi applicare la saldatura a fusione, si
dovrà ricorrere all'uso di una intelaiatura di rame o di bronzo sulla quale poter fissare i vari
pezzi del leone ».

1 « L'antico bronzo del toro di Muitani è di qualità clinico Ravelli di Orvieto, che eseguì il lavoro sotto la
intima; al mio poco capire contiene il 20 °/0 di piombo direzione del conte Adolfo Cozza,
e pochissimo stagno. ». Cosi mi rispondeva il bravo meo-
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