Archivio storico dell'arte — 5.1892

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LAVORI D'INTAGLIO E TARSIA NEI SECOLI XV E XVI

A REGGIO EMILIA

11v tutte le applicazioni dell'arte, quella dell'intaglio e
della tarsia è forse la più soggetta alle ingiurie del
tempo. Il tarlo, l'umidità, il calore, la polvere, tutto
concorre al rapido deperimento degli oggetti in legno a
scapito del patrimonio artistico che in quelli ha, non di
raro, molte delle più importanti manifestazioni dell'arte.

Non fa meraviglia quindi che Reggio abbia perduti
molti degli importanti lavori in legno di cui fanno
cenno i documenti da me esaminati : se ciò non fosse,
panni che poche città potrebbero vantarne in tanta copia
e di tale importanza. Nel xv secolo sopratutto, conven-
nero in Reggio eccellenti artisti di tarsia e vi esegui-
rono molti lavori.

Il più antico e certamente il più importante di questi è il coro della cattedrale con un doppio
giro di stalli lavorati a intaglio e a tarsia. Purtroppo è deplorevole che, per l'assoluta mancanza
di notizie, nonostante accurate ricerche, non siamo in grado di precisare la data della costru-
zione del lavoro e il nome dell'artista.

Da un attento esame però della parte antica del coro e da confronti con altri di quell'epoca,
il lavoro ci pare doversi ascrivere alla prima metà del quattrocento.

Si compone di settanta stalli a due ordini ; gli stalli maggiori pei canonici, a forma di
nicchie chiuse nell'alto da una conchiglia, sono sormontati da una cimasa a stile gotico e
gugliette: negli specchi s'intrecciano con fare largo ed elegante delle greche e dei cordoni
fantastici; i bracciali che dividono l'una nicchia dall'altra sono sostenuti da colonnette ottago-
nali incastrate nel fondo e sormontate da un capitello corinzio. Lo scanno di mezzo, riservato
al vescovo, più ricco degli altri, come i due alle estremità, è chiuso da due pareti a finestrelle
bifore e colonnette a spirale elegantissime. L'ordine minore ha i bracciali sostenuti da colonnette
ottagonali, pure con capitello corinzio.

Non mancò chi trovò qualche somiglianza tra questo coro e qualche altro d'altrove. Così
il Varni, 1 accennando agli stalli della cattedrale di Piacenza, costrutti nel 1471 da Giacomo
da Genova, li trovava somiglianti a quelli del duomo di Reggio. Altri invece propendeva a
credere questi ultimi lavoro dei Lendinara, che così splendidi saggi dell'arte loro lasciarono
nella vicina Modena.

Certamente i Canozii furono a Reggio, il che finora non noto, rilevo dai registri dei man-
dati della Comunità.8 Nel 1474 Bartolomeo da Lendinara intagliava un banco e un tavolo pel

1 V. Varni Santo, Memoria delle arti della tarsia. * Archivio di Stato di Reggio. Arch. Com. Tesoreria.
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