Archivio storico dell'arte — 5.1892

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FRANCESCO MALAGUZZI VALERI

et de cetero in perpetuimi tenendi licite et impune viam unam seu unum viazolum iuris dicti
comuni positura in via Cuvioli districtus Regii ». 1

Ora anche il maestro Pietro in questione è detto in qualche documento originario di Firen-
zuola. Quando si pensi all'uso del tempo nei vari componenti la famiglia di seguire la stessa
arte, mi pare poter affermare che con molta probabilità maestro Pietro di Firenzuola e maestro
Matteo portarono lo stesso nome. Dai documenti pubblicati dal prof. Campanini si rileva che
maestro Pietro, assieme al figlio Nicolò, collaborò col celebre Platina o Piadena alla costruzione
degli stalli della cattedrale di Cremona, terminati, dopo grave fatica e lungo lavoro, nel 1490.
Lo stesso artista, in quel tempo, aveva già costrutto il soffitto della sala delle udienze nel pa-
lazzo degli Anziani, lavorandolo in legno ad quadronos una rosis, quando il comune ordinò pa-
recchi lavori di abbellimento in occasione dell'arrivo a Reggio del duca di Milano e di Sigismondo
Estense, fratello del duca di Ferrara. 11 lavoro dovette essere certamente d'impegno se si giu-
dica dalle somme sborsate all'artista, in favore del quale trovo parecchi mandati di pagamento,
anche molti anni dopo la costruzione del soffitto.

L'artista, nel 1508, era di nuovo al servizio del comune di Reggio, pel quale costruì certi
banchi lavorati a tarsia ed eseguì altri lavori di minoro importanza,2 e l'anno dopo era tra ^li
inscritti obbligati ad alloggiare truppe al seguito dei principi; l'artista viveva quindi nell'agia-
tezza, come ò dato credere da quella notizia. 3

Il figlio di maestro Pietro, Nicolò, fu anch'esso al servizio della comunità reggiana, per
la quale eseguì lavori di tarsia nel 1491 e poscia nella camera del Podestà nel 1497.4 A lui,
nel 1507, fu dato incarico dai Padri Agostiniani di costrurre nella loro chiesa, a Reggio, gli
stalli del coro, tolti forse di là e perduti quando al coro stesso si mutò forma. Le notizie di
questo lavoro trovo nei Mandati della tesoreria del comune, sotto quell'anno; il che dimostra
che probabilmente anche la comunità concorse, come altre volte, nelle spese.

Di qualche altro artista dalia Tarsia trovo notizie di poco conto. Un maestro Zilio eseguiva,
nel 1502, dei lavori d'invetriate nella sedo dell'Archivio della comunità : h fu anch'esso di Fi-
renzuola (! probabilmente della famiglia dei Terenzi ed ebbe pure l'obbligo dell'alloggio assieme
a maestro Bernardo da Firenzuola dalla Tarsia, del quale non ho trovato altro cenno. Ricor-
derò ancora maestro Lodovico Eoncllo intagliatore reggiano che è accennato più volte nei re-
gistri della comunità e che nel 1493 riceve un mandato « per la manifactura del tassello ».
Probabilmente si trattò di un restauro al lavoro di maestro Pietro, a meno che si accenni ad
altra stanza.

Passiamo ora ai lavori eseguiti a Reggio nel secolo successivo a quello fin qui esaminato.

Il più importante è il coro della basilica di San Prospero, lavorato a intaglio e tarsia dai
cremonesi Cristoforo e Giuseppe Mantello nel 1546.6 II lavoro di tarsia vi è ricchissimo e da
questo acquista la sua principale importanza il coro in questione. Quest 'opera, frutto delle
elemosine dei cittadini reggiani, fu costrutta in Cremona e quando giunse il momento del
trasporto, gli Anziani chiesero al duca l'esenzione da ogni dazio, in considerazione specialmente
dei mezzi con cui il lavoro fu commesso.

1 Archivio di Stato di Roggio. Ardi, coni., Rifornia-
gioni, 1496, c. 25, t.

2 Ibid., Registro dei mandati 1508, c. 154, r., ecc.

' Taccoli, Memorie storiche di Heijgio, tomo II,
anno 1496-1509.

* Arch. di Stato di Reggio. Arch. coni. Recapiti alio
rif., 3 giugno 1497 e Reg. mandati 1491, c. 34.

5 Ibid., Reg. mandati, 1502, c. 99.

* « 1546, 17 aprile. A ni.'" Cristoforo di venetie
maestro di stalli de S.'" Prospero a bon conto do A. 25
promisse m. Alberto Pancirolo. L. 32.

« Id. 27 aprile. E a dito per bisogni del coro ossia

li stalli de San Prospero a bon conto de denari depu"
tati dalli 8. Soprastanti qualli li devorno A. 40 ultre
li A. 25, ecc. L. 85. - 3 - ».

Seguono molti altri pagamenti per acquisto di le-
gname, ecc., per la fabbricazione degli stalli. Segue :

« 19 Maggio 1546. A m.'0 Cristoforo di venecii m.t0
di stalli per soddisfarlo di la conducta de quatri quadri
de tarsia lavorati che condusse da Cremona per li stalli,
per la nave fino a Rezo da Brixelo, havra speso come
per polize L. 1.5--». ecc.

(Arch. di San Prospero. Registri di spese. 1546).
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