Archivio storico dell'arte — 5.1892

Seite: 344
DOI Heft: 10.11588/diglit.18091.30
DOI Heft: 10.11588/diglit.18091.37
DOI Artikel: 10.11588/diglit.18091.40
DOI Seite: 10.11588/diglit.18091#0390
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1892/0390
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
0.5
1 cm
facsimile
344

mente ragione nel negare questo palazzotto a Bramante; ma quella grande somiglianza, che si
estende anche in grado poco diverso alla timidità dei rilievi e dei profili, lo avrebbe tratto pro-
babilmente alle stesse conseguenze per que' duo palazzi, se non fosse stato ritenuto da quel precon-
cetto. Già, tra gli altri, il Milizia aveva notato di secchezza il palazzo della Cancelleria; e il

Geymiiller, dinanzi al colossale bugnato del palazzo degli Uffizi che Bramante incominciò ad
erigere per Giulio II in via Giulia, assai giustamente osserva: « Pensando a queste dimensioni
e a questo così forte basamento, si è tentati di dimandare a coloro che non conoscono altro di
Bramante se non i due palazzi ch'egli costruì in Roma per ordinazione di particolari (la Can-
celleria e il palazzo Giraud) e che, col Milizia, rimproverano a queste opere la mancanza di
rilievo e la secchezza, che cosa pensino dell'edilìzio di cui parliamo ». Posta così egregiamente
loading ...