Archivio storico dell'arte — 5.1892

Seite: 347
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LA CANCELLERIA ED ALTRI PALAZZI DI ROMA 347

terreno; e affatto bramantesco è l'ordine dorico che contiene entro di sé un altro dorico in pro-
porzioni minori. Nei due piani superiori si trovano variamente combinati, nelle divisioni de'piani
e nelle finestre, lo jonico, il corintio, il composito. Il riscontro tra il palazzo Fieschi1 e l'esterno
della chiesa di San Pietro ideato da Bramante basterà a dimostrare che il concetto di quel pa-
lazzo è affatto bramantesco, quantunque l'esecuzione appartenga a un povero architetto. Per
la recente apertura del Corso Vittorio Emanuele e la ricostruzione d'un lato del palazzo Fieschi,
questo si trova ora quasi incontro a quello della Cancelleria, in modo che possono vedersi ad un
punto e cogliere il contrasto fra l'arte bramantesca e quella che la precedette.

Ma chi poteva essere quell'architetto così prettamente bramantesco quando era agi' inizi il
rinnovamento dell'architettura, e che si serviva dei progetti per l'esterno di San Pietro di Bra-
mante, per edificare il palazzo Fieschi? Bramante (scrivo il Vasari) «lasciò suo domestico amico
Giulian Leno, che molto valse nelle fabbriche de'tempi suoi, per provvedere ed eseguire la
volontà di chi disegnava, più che per operare di man sua ». Amico ed esecutore delle opere di
Bramante, ma di poco valore come architetto, c'è quanto basta per metter fuori timidamente
l'ipotesi ch'egli ne fosse l'autore.

In conclusione, l'opinione che vuole il Bramante architetto della Cancelleria, non ha fon-
damento storico, nè appoggio di tradizione costante, ed è inammissibile per ragioni cronologiche,
non meno che per ragioni artistiche. Quando si tratti di artisti appartenenti alla stessa età e
allo stesso periodo d'arte, l'attribuire un'opera all'uno o all'altro di essi non ha che un' impor-
tanza biografica, o limitata alla miglior conoscenza delle qualità speciali di un dato artista : ma
nel nostro caso si tratta di determinare un fatto da cui dipende il giusto concetto dell'ingegno
e dell'opera di Bramante, e l'intelligenza dello stato in cui era l'architettura alla sua venuta in
Roma, e del rinnovamento da lui introdotto che mutò faccia all'architettura moderna. Il palazzo
della Cancelleria è l'ultimo e gentile prodotto di quell'arte toscana e quattrocentistica che Bra-
mante uccise, sostituendovi l'arte romana del Cinquecento.

Ma chi è dunque l'architetto della Cancelleria? Questa questione sarà argomento d'un altro
studio.

D. Gnoli.

' Il disegno del palazzo dato dal Letarouillv lo rap-
presenta già trasformato nel secondo piano, e perciò ne
lio tolto il disegno dalla collezione del Ferrerio. Anche

in questo però le finestre sotto il cornicione non ap-
partengono alla primitiva costruzione.

finì dell'Arte - Anno V, Fuse. V.
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