Archivio storico dell'arte — 5.1892

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MISCELLANEA

Importanti aste di opere d'arte a Londra
e a Parigi. Meritano di essere presi in consi-
derazione certi segni dei tempi in relazione al gusto
dominante in materia d'arte. Questi noi li riscon-
triamo nelle costatazioni ilei prezzi coi quali vanno
vendute all'asta nei grandi centri le opere di di-
verso genere e di diverse provenienze.

Il periodico Chronique dea Arts, nei suoi numeri
estivi l(> (! 30 luglio e 13 e 27 agosto, sotto la
rubrica « Mouvement des Arts », ci fornisce rag-
guagli interessanti intorno ad alcune vendite l'at-
tesi a Londra e a l'arigi. Prima quella della rac-
colta del conte Dudley, il quale, non curante di
quanto aveva formato l'ambizione di suo padre e
appassionato invece per le pariglie di focosi de-
strieri, decise di privarsi di tutto quanto il suo pa-
trimonio artistico, dopo aver già ceduto parecchi
unni or sono duo perle prelibate della sua raccolta,
vale a dire il piccolo quadro delle Tre Grazie,
opera giovanile di Raffaello, al duca d'Aumale, e
un trittico rappresentante il Giudizio Universale,
di Fra Giovanni Angelico, alla Regia Galleria di
Berlino.

Il rimanente della, sua galleria, ('(imposto di
!)l quadri, andò all'asta a Londra il 25 giugno
scorso e fruttò al proprietario la cospicua somma
di 101,320 ghinee, ossia di 2,5131!,000 franchi.

Citeremo alcune delle opere che raggiunsero le
cifre più elevate.

Che i grandi artisti dell'Olanda del xvn secolo
siano tuttora in voga è cosa che non fa torto certo
alle tendenze dei buongustai, poiché i pregi loro
sono di quelli che resistono a tutti i tempi, fondati
quali sono sulla più schietta contemplazione della
natura. Cosi un grande paesaggio di Alberto Cuyp,

un paesaggio cioè che si stende davanti una città e
eh'è animati da macchiette d'uomini e di animali,
trovi) un compratore per 1800 ghinee.

Enorme fra tutti il prezzo raggiunto da un
paesaggio olandese in un bel giorno d'estate, da-
tato dell'anno 1663 e segnato col nome di un pit-
tore eminente nel suo genere, per quanto da noi
conosciuto quasi solo di nome, quale 1' Hobbema,
al quale Adr. v. der Velde fece le macchiette. Que-
sto quadro, a quanto riferisce la Chronique, sarebbe
stato venduto 9000 ghinee, ciò che equivarrebbe alla
somma di 210,000 franchi (acquirente il signor
A gno w).

il Cavaliere innamorato, di P. Mieris, sali a
li MIO ghinee; un interno di una cucina, dell'umo-
ristico Adr. v. Ostade, a 2500 ghinee.

Passò nella Regia Galleria di Berlino per 2500
ghinee un quadro a chiaroscuro con qualche tono
di colore, rappresentante San Giovanni che predica
m i deserto, opera di Rembrandt.

Insolita poi la cifra raggiunta dal Riposo nella
caccia, di Filippo Wouwermann (3500 ghinee), il
pittore che suole segnalarsi colla presenza del suo
prediletto cavallo bianco; autore dotato talvolta di
una finezza non comune, ma spesso un po' con-
venzionale, uè da porsi certamente fra i più grandi
della scuola.

Tua parte di un trittico del celebre Van Eycfe
Giov. (l'apparizione di un angelo a San (iilles che
dice la messa, e sul rovescio un San Pietro in
chiaroscuro) 3400 ghinee.

Un ritratto di Francesco I di Francia invece,
dato per opera di Fr. Clouet, non andò che a 190
ghinee.

Venendo ai quadri italiani, vuoisi rammentare
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