Archivio storico dell'arte — 5.1892

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MISCELLANEA

gistrato che uno solo; pure conterebbe per molti se
fosse realmente di Raffaello, cui veniva attribuito.
Soggetto di esso è il ritratto di Lorenzo de'Medici,
duca d'Urbino (già considerato quale ritratto di
Francesco I, del Bronzino), dipinto nel 1518.' Si
può metter pegno bensì che se fosse stato opera
genuina dell' Urbinate avrebbe raggiunto in un'asta
simile una cifra superiore alle Lst. 507, quale è
quella che ci viene appunto indicata.

Un'altra categoria di oggetti, quella dei rino-
mati smalti di Limoges, come supponevamo fin da
quando ci fu dato vederne alcune riproduzioni nel
catalogo illustrato della raccolta, gentilmente co-
municatoci da persona amica, ottenne il massimo
successo. Un paio di candelabri, segnati delle ini-
ziali di Marziale Courtois e datati 1540, Lst. 1312.
Un grande piatto ovale, smaltato in colori, colle
iniziali suddetto, dell'anno 1580, 1207 lire ster-
line. Due ritratti in forma ovale, rappresentanti
Carlo IX ed Elisabetta d'Austria, figure intere,
del celebre Léonard Limousin, dell'anno 1571!,
Lst. 3150. Due altri ritratti in busto dello stesso
autore, raffiguranti il cardinale di Guisa in veste
russa e berretto quadrato, e sua madre, la duchessa
di Guisa, Anna d'Uste ili Ferrara, vestita di nero,
entrambi su fondo turchino, Lst. 3045.

Fra le sculture in avorio primeggia una cas-
settina del xiv secolo, di forma oblunga, montata
in argento dorato ed ornata di soggetti della vita
di Sant'Eustachio (Lst. 1995).

Fra i mobili italiani un cassone in legno di ca-
stagno intagliato (Lst. 430).

Vie più preziosi alcuni capi di oreficeria, dove
vuoisi rammentare fra tutti un corno da caccia in
smalto di Limoges (proveniente dalle collezioni
Walpole e Strawsberry), di forma circolare e diviso
nel senso della lunghezza da quattro cerchi d'ar-
gento cesellato; l'uno dei lati è in. tinta a semplice
chiaroscuro, l'altro smaltato in colori; soggetti di
caccia: Sant'Uberto inginocchiato davanti al cervo
miracoloso, David, Golia, Cleopatra, ecc. Questo
corno meraviglioso raggiunse il prezzo di 0615
lire sterline, pari a fr. 105,375!

Nella categoria degli oggetti di culto, infine,

1 11 rappresentato è lo stesso personaggio che ve-
desi effigiato in un quadro nella sala del Barocci a Fi-
renze, ivi attribuito, salvo errore, alla scuola di Raf-
faello. Sta il fatto che il dipinto originale ritienai smar-
rito. Egiste poi anche una medaglia contemporanea
coli'effigie dello stesso Lorenzo, e lo si vede ripetuta-
mente ritratto negli affreschi del Vasari nel Palazzo
Vecchio.

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menzioneremo un grande cofano coperto di smalli
di Limoges, attribuito a Pietro Raymond (Lst. 787);
un prezioso esempio di un vaso di terra, di antica
fabbrica inglese, del 1572, colle cifre II. R. (Lst. 567).

Fra oggetti di altro genere si mostrò non meno
ambita poi un' armatura spagnuola d' acciaio luci-
dali! a strisele verticali incise, lavoro del xvi secolo
(Lst. 861).

Nell'ultimo numero del periodico suddetto dove
vengono riferiti parecchi altri oggetti apparte-
nenti al culto, si rimane colpiti principalmente
dalla descrizione di un reliquario d'argento dorato
in forma di un piede calzato di sandalo, rica-
mato, con rosoni in rilievo formati da medaglioni
di smalto cloisonné e incrostati di pietre di colore,
chiuso superiormente da un braccialetto; le dita
del piede, scoperte, sono trattate in istile natura-
listico. Questo reliquiario proviene dal tesoro della
cattedrale di Basilea e racchiudeva le reliquie di
San Colombano. E opera di Oswald, segnata e da-
tata 1470. Fu acquistala ora dal signor Harding
per Lst. 714.

Di fronte a simili cimeli parrebbe che avessero
perduto di valore certe altre opere, vie più prege-
voli in realtà come manifestazioni dello spirito dei
più eletti artisti: vogliamo dire le medaglie ese-
guiti; dai nostri autori quattrocentisti, il Pisano,
lo Sperandio, il Marescotti, e via dicendo.

In una vendita di una cospicua raccolta pri-
vata effettuatasi a Parigi nello scorso maggio, la
quale ebbe a produrre in complesso un ricavo di
68,000 franchi, si notavano fra altro dei capolavori
in fatto di medaglie colle effigie dei seguenti perso-
naggi: Fr. Gonzaga, primo marchese di Mantova
(fr. 950); Alfonso V d'Aragona (fr. 820); Filippo
Maria Visconti, con tre cavalieri sul rovescio
(fr. 1580), tutti e tre ritratti dal Pisanello ; Ga-
leazzo Marescotti, col suo rovescio allegorico, di
Ant. Marescotti (fr. 1350); Costanzo Sforza, si-
gnore di Pesaro dal 1448 al 1483, di Gian Fran-
cesco Enzola (fr. 1720); Lionello d'Este, di Spe-
randio (fr. 1500); Virgilio Malvezzi, nobile bolo-
gnese, f nel 1481, dello stesso (fr. 1700); l'risciano
de' l'risciani, consigliere dei duchi Borso ed Er-
cole I, dello stesso (fr. 1320); Luigi XII di Fran-
cia, d'ignoto (fr. 1720). Tali le medaglie che rag-
giunsero i più elevati prezzi.

Vuoisi rammentare infine una placchetta di An-
drea Briosco (San Giorgio che uccide il drago), che
raggiunse la somma di 5100 franchi.
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