Archivio storico dell'arte — 5.1892

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MISCELLANEA

audio per coordinarli ai provvedimenti necessari
alla tutela del patrimonio archeologico ed artistico
nazionale ». Noi plaudiamo al provvedimento preso
dal ministro della pubblica istruzione, e ci auguriamo
di vedere in breve tempo i frutti dell'opera, una
monumentale pubblicatone che faccia conoscere
i tesori dell'arte d'Italia. E poiché quel provvedi-
mento è stato preso (piasi ad un tempo dell'altro che
ha istituito presso la Et. Calcografia romana un'offi- |
cina per riproduzioni eliotipiche, la monumentale
pubblicazione potrà essere corredata di tavole che
mettano in luce degnamente tutto il nostro patri-
monio artistico. All'opera del catalogo l'Italia si è
messa da gran tempo, ed ora si mette con risolu- j
tezza, e arriverà più tardi delle principali nazioni
d'Europa a rendere di pubblica ragione i risultati
delle esplorazioni eseguite entro tutte le nostre Pro-
vincie; ma arriverà, speriamolo, traendo prò del-
l'esperienza fatta dalle altre nazioni, esponendo ri-
cerche eseguite con rigore scientifico, complete tanto
ne' rapporti tecnici, che storici.

Una incisione in ramo sconosciuta, del se-
colo XV. — Nello sviluppo artistico dèi Rinasci-
mento, l'arte dell'incisione ha una grande impor-
tanza, non soltanto perchè ha prodotto un grande
numero di opere d'arte di valore artistico, ma anche
specialmente perchè rappresenta una qualità ('ca-
ratteristica e del tutto nuova di quell'epoca, cioè
la tendenza di diffondere l'arte e di far partecipare
molti al piacere più intimo che si può trarre dal
possesso delle sue opere. Questa tendenza demo-
cratica, che per la letteratura crea la tipografia,
nell'arte dà agli artisti il modo di valersi d'una
tecnica vecchia e conosciuta per moltiplicare le
loro idee artistiche.

Da questo punto di vista non tanto la tecnica
dell'incidere in rame è importante per sè, quanto
l'uso della lastra per farne delle impressioni su
carta, e lo sviluppo della tecnica a questo speciale
scopo.

Benché si possano ricavare delle impressioni da
ogni lastra di rame incisa, questo scopo speciale
di usarla per l'impressione richiede una cura spe-
ciale nella scelta e nella preparazione del rame,
come nella tecnica dell'incidere. Le lastre del primo
tempo lavorate senza che sia tenuto conto di questo
scopo, non potevano dare che pochissime prove di
qualche forza; le linee sottili e fine, intagliate sol-

tanto leggermente e senza contorni precisi nel
rame dopo |.....he impressioni non davano più im-
pronta, segnatamente col metodo imperfetto di met-
tere l'inchiostro e di stampare usato in quel tempo.

La più o meno grandi! perfezione del disegno
e finezza dell'esecuzione tecnica potrebbero attri-
buirsi alla più o meno grande valentia personale
dell'intagliatore' ma questo criterio, puramente
tecnico, che ci fa riconoscere la destinazione della
lastra per la stampa, forse ci potrà fornire un
punto d'appoggio per stabilire la cronologia degli
incunabuli dell' incisione.

La tecnica italiana dell'incisione è sempre re-
stata molto più sottile e leggera di quella degli
intagliatori tedeschi; i rami tedeschi permettevano
un numero molto più grande di prove forti e vi-
gorose die non quelli lavorati in Italia; e ciò
spiega la grande rarità di prove linone delle stampe
Italiane fin a Marcantonio in confronto a quelle
tedesche dello stesso tempo, e ci fa capire perchè
siasi sviluppata così presto in Italia la tecnica del-
l'acqua forte; ma però anche cosi la differenza
nella tecnica fra le diverse incisioni italiane del
Quattrocento è grandissima e molto istruttiva.

Ilo premesso queste osservazioni per accennare
da che punto di vista forse sarà utile di studiare
la bella incisione in rame sconosciuta fin adesso,
che ho trovato recentemente fra le incisioni della
li. Biblioteca Casanalense in Roma.

La riproduzione ' mi dispensa da una descri-
zione dell'incisione.-Essa rappresenta Sant'Antonio
da Padova sul noce del suo amico Tiso in Cain-
posampìero, nei rami del quale il Tiso gli aveva
fabbricato una colletta per permettergli di respirare
buon'aria anche mentre lavorava. I due monaci
inginocchiati davanti a lui sono probabilmente i
suni fedeli frate Luca e frate Ruggero. In alto si
vede il Santo die predica; nei compartimenti pic-
coli a sinistra e a destra sono rappresentati i dodici
principali miracoli del Santo.

L'iscrizione che si trova di sotto corre cos'i:

se it cerchi emibacoli morte errore calami

ta demonio lebra fuggano ol] fermi bovo (si levon)

n SANI DA i.vogo ilmare > iilecami ADDO

o mandino le bMENbRA (le membra) et le cose perla ti:

E rice verannole eoovani < eveohì pebc
iiono e pericoli cessano LAMI 'ISITA

dichillo (diconlo) colobo bqvau lo sentano.

1 La grandezza esatta dell'originalo ben conservato
è di 268 millimetri di altozza e 205 di larghezza. L' in-
chiostro ha un colore pallido verdastro.
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