Archivio storico dell'arte — 5.1892

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MISCELLANEA

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lavoro della fabbrica di Caf'aggiolo, e dei primi
tempi di essa, cioè verso la fine del Quattrocento.

U. R.

Oggetti (l'oreficeria acquistati dal museo
Nazionale di Firenze. — Sono un calice, una
croce ed un reliquiario, posseduti già dal comune
di Vellano in provincia di Lucca e da esso ceduti
al museo per il prezzo complessivo di diecimila lire.

Il calice di rame dorato e lavorato a cesello è
adorno di picchettine di smalti translucidi su ar-
gento rappresentanti Gesù pietoso fra la Vergine
e San Giovanni, e diversi altri Santi ; è un bellis-
simo e ben conservato esempio di oreficeria fioren-
tina del principio del Quattrocento, notevole per
l'eleganza delle forme e per l'armonica disposizione
degli ornati a rilievo e delle formelline di smalto.

La croce, di poco anteriore, porta un Crocifisso
d'argento di mediocre lavoro; per compenso la
parte ornamentale a fogliami incisi e gli smalti
translucidi clic stanno alle estremità sono di fine
esecuzione. Questi ultimi, piuttosto mal conservati,
rappresentano la Vergine, San Giovanni, il pellicano
mistico, i simboli degli evangelisti, un santo vescovo
e un santo abate : manca la potenziatura.

11 reliquiario pure di rame dorato ha il piede
a sei lobi, con nodo della stessa forma e lunga asta
su cui posa una custodia rettangolare sormontata
da un copercbio piramidale. L'asta e il nodo hanno
degli smalti a incavo con ornamenti e mezze figure
di Santi, San Giovanni Battista, Sant'Agostino, San
Sisto, San Michele, San Lorenzo e Santa Maria Mad-
dalena penitente. Sul coperchio inciso a fogliami
sono rapportate due formelle gotiche a tre lobi con
smalto a incavo: in una v'è San Martino in atto
di fai1 limosina al povero; nell'altra le armi di Fi-
renze e di Vellano, albero d'avellana verde in campo
d'oro. Alla sommità v'è un piccolo Crocifisso.

Questi tre oggetti arricchiscono notabilmente
la serie delle oreficerie religiose del museo Nazio-
nale, che, eccettuandone le paci a niello, non con-
tava pezzi di grande importanza. 11 reliquiario è
inoltre interessante anche per la storia, poiché le
armi che sono sul coperchio ci indicano la data in
cui fu probabilmente eseguito: Vellano venne in
potere dei Fiorentini nel 1343 mediante la pace di
San Miniato, e sebbene fosse poi loro ripreso per
poco tempo nel 1352 e nel 1362, si può dire che

fu fin d'allora sotto il dominio di Firenze. 11 reli-
quiario deve quindi essere di poco posteriore a
quell'anno, e i caratteri artistici confermano piena-
niente questa attribuzione.

U. R.

Regolamento per gli uffici dell'ammisi»
strazione provinciale dell'arte antica. — Siamo
informati che quanto prima verrà pubblicato un re-
golamento per gli uffici regionali dei monumenti e
per le direzioni dei musei e delle gallerie del Regno.
Veramente quest' ultime, come istituzioni più an-
tiche, avrebbero dovuto già averlo da un pezzo; ma
meglio tardi che mai. E se è vero che il nuovo rego-
lamento disegna la via scientifica a quelle direzioni,
1 non potremo deplorare l'indugio alla pubblicazione,
perchè certo si sarà potuto trarre prò degli esempi
e dell'esperienza. Le direzioni dei musei e delle
gallerie del Regno farebbero riscontro agli uffici
regionali, perchè dovrebbero provvedere non solo
alla conservazione, all'incremento ed alla classifica-
zione degli oggetti componenti le raccolte ad esse
affidate, ma anche degli altri esistenti nella circo-
scrizione ad esse assegnata. I cataloghi dovrebbero
essere preparati nel modo che meglio agevoli le ri-
cerche degli studiosi e la diffusione delle cognizioni
storiche dell'antichità e dell'arte. L'ordinamento
delle collezioni governative sarebbe fatto in guisa
da rendere evidenti i mutui rapporti degli oggetti
d'arte tra loro ; e sarebbe stabilito un piano per gli
accrescimenti delle raccolte, secondo le tradizioni e
l'importanza scientifica di queste. Perchè torni pos-
sibile l'opera di catalogo e l'ordinamento sui risul-
tati della critica storica, le direzioni si potrebbero
comporre biblioteche speciali, con le fotografie utili
per riscontri stilistici e iconografici, e potrebbero
anche ricevere incarico di missioni in Italia ed al-
l'estero. Per le riparazioni sarebbero esclusi tutti i
metodi che possono alterare l'autenticità dell'oggetto
d'arte; le riproduzioni con qualsiasi metodo per so-
vrapposizione o per contatto coll'originale sarebbero
vietate. 1 direttori dovrebbero cooperare alla diffu-
sione della storia dell'arte con conferenze al pubblico
nei giorni festivi, e con esposizioni varianti di tutti
quei materiali che per loro natura non possono essere
tutti esposti ad un tempo stesso. Oltre quest'azione,
che si svolgerebbe all' interno del proprio istituto,
il direttore avrebbe altri incarichi per il bollettino
artistico, per la bibliografia archeologica e artistica,
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