Archivio storico dell'arte — 5.1892

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ADOLFO VENTURI

I criteri stilistici ci permettono tuttavìa di seguire l'artista lungo la sua vita operosa. Pren-
diamo per punto di partenza il monumento Tartagni in San Domenico di Bologna, nell'atrio
della porta laterale a sinistra (tav. I). L'influenza di Desiderio da Settignano ò evidente; la
imitazione del sepolcro del Marsuppini, opera di questo maestro, è palese. Yi è però di spe-
ciale una tendenza nello scultore a rendere barocche le linee castigate del prototipo e a soprac-

Tav. Vi. - Monteluce. Chiusa di Santa Maria. CII50RIO.

caricare d'ornati ogni cosa. Negli ornati vi è una piccola particolarità, di cui fa d'uopo di tenere
conto, e cioè la palma a foglie che sembrano fave o baccelli, sparsa per tutto, ripetuta nei
capitelli dei pilastri, nei vasi a stiacciato dei pilastri medesimi, ecc. Tale particolarità si mostra
più spiccatamente in un monumento, che fu giudicato di un abile successore di Desiderio, anche
di Benedetto da Maiano, ed è quello di Barbara Manfredi nella chiesa di San Biagio di Forlì
(tav. II). Vi è lo stesso tondo della Vergine nella lunetta del monumento, come nell'altro del
giureconsulto Tartagni, la stessa finezza decorativa e le palme a fava nelle cornici, nel fregio,
nei capitelli, nei pilastri, nei peducci del sarcofago, per tutto. Il monumento di Barbara Man-
fredi fu eseguito parecchi anni prima dell'altro dedicato alla memoria del Tartagni; e il mae-
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