Archivio storico dell'arte — 5.1892

Seite: 386
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nine. Similmente per il ciborio della chiesa d'Ostiglia imita nei fianchi della porticina i gruppi
d'angioli del tabernacolo dell'altare del Sacramento in San Lorenzo di Firenze, opera di Desi-
derio stesso. In questo tabernacolo e in un altro della cattedrale di Prato si vede il Divino
Bambino sul calice, nello stesso atteggiamento di quello che Francesco di Simone scolpi nel ci-
borio di Monteluce, ma, benché con minore eleganza, con robustezza tale da renderlo più simile ai
putti benedicenti che stanno presso alla Tergine nel marmo dell'Arcispedale di Santa Maria
Nuova e in quello del Museo nazionale di Firenze ascritti al Yerrocchio.

I Bambini benedicenti de' cibori di Monteluce e di Ostiglia sono ripetizioni tanto fedeli dei
tipi da cui derivano, da giudicare Francesco di Simone un artista di poca originalità. La sua
vera originalità sta nello squisito gusto ornamentale con cui intagliò cornici, distribuì encarpi,
cesellò vasi nell'inizio delle candeliere, annodò fettuccie svolazzanti, accarezzò ogni cosa. Fran-
cesco di Simone ha dato dei modelli ornamentali all'Italia con le opere ancor timide del primo
periodo eseguite a Fiesole e a Firenze, a Rimini, a Forlì e ad Imola; con quelle lussureggianti
del suo secondo periodo in Bologna, Piandimeleto, Monteluce e Mantova.

Adolfo Venturi.
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