Archivio storico dell'arte — 5.1892

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Il, foro DEI MERCANTI W BOLOGNA

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Contigua a questi edifizi acquistati dal Comune era una casa di proprietà del nobile Ni-
colò Pepoli. Morto costui a ATenezia, i suoi figli vennero nella determinazione di vendere quella
casa, ed ai 16 e 22 ottobre del 1379 fu convenuto per decreto del Consiglio di acquistarla a
fine di costruirvi un nuovo fabbricato ad uso di gabella, in seguito ad una petizione 1 presen-
tata al Governo, nella quale si dimostrava l'utilità di tale acquisto. Per questo effetto si dichia-
rarono pronti a prestare una certa quantità di denaro anche due fiorentini, l'albergatore Felice
Amanati ed il mercante Biondo Meringhi, ed al resto fu provveduto in altri modi tanto da poter
raggiungere la somma di tremila lire di bolognini, prezzo della casa del l'epoli. 11 relativo
contratto fra gli eredi di Nicolò Pepoli ed il Comune fu stipulato li 21 marzo 1880. 2 Così,
con quest'ultima compra, il Comune di Bologna veniva a possedere una gran parte di quel
complesso di fabbricati, circoscritto oggi dalle strade Santo Stefano, Castiglione e Sampieri.

Per lo scopo cui doveva servire la casa acquistata dai Pepoli e gli altri stabili, già di
proprietà pubblica, occorreva che in parte essi fossero demoliti ed in parte riattati, e per le
spese a ciò necessarie fu provvisto imponendo per un determinato periodo di tempo una sopra-
tassa 3 sui dazi delle merci che entrassero o uscissero di città, e fu eletto anche uno speciale
delegato a questa riscossione straordinaria di tassa. 4

*

* *

Ritengo che i lavori alla Gabella cominciassero solamente due anni dopo; difatti dei 9 ot-
tobre del 1382 ovvi un mandato di pagamento a favore di certo Novelino di Leonardo per spese
da lui sostenute circa quei lavori, e credo che essi fossero solamente lavori di preparazione,
giacche nello stesso giorno gli viene commesso di fare regolare consegna ad uno speciale inca-

Guillielmo (j. Jacob! teroii ordinis urailiatorum aancti
Bernardi, ci vi bon., de oapella a. Ieaye, depositario prò

Comuni Bononie____ stipulanti____ vice dicti Comunis

unam domum magnani oum solo et hedificio positam
lìononie in oapella sancte Marie porto Ravenatis iuxta
stratam publicam strate sancti Stephani, iuxta stratam
publicam strate Chastilionis, iuxta Carobium, quod fuit

domini Bechadini et mine est Comunis Bononie____Que

domuB erat et iam diu fuerat de dieta societate Campso-
rum et ad (lictam societatem spectabat et spectavit et

pertinuit iusto titullo emptionis____ a domina Bolnixia,

cui dicebatur domina Bonissima, filia q. d. Jacobini
Pizigotti et uxor q. d. Ribaldi q. d. Foschardi de FV
schardis, in millesimo ducentesimo nonagesimo quarto,
indictione septima, die vigesimo septimo mensis novem-
bri», et e. ».

1 Doe. I (vedi avanti alla rubrica Nuovi documi nti).

- Archivio di Stato di Bologna, sezione del Comune,
Biformagioni in Capreto, voi. tj*, e.

3 Essa era anoora in vigore nel 1389, dalla quale
fu esonerato in quell'anno frate Andrea Manfredi e nello
stesso tempo gli veniva rimborsata anche la tassa or-
dinaria di dazio pei materiali che gli occorrevano per
la fabbrica della chiesa e del portico dei Servi ; ciò
apparo dai due seguenti mandati degli Anziani:
«die xxj mensis maij [1389].

« Antiani etc. nec non collegia confaloneriorum dicti
populi et massariorum artium utriusque eollegii Civi-
tatis prefate etc.

« Mandamus tibi Faciolo l'etri de Lana generali de-
positario pecunie et averis nostri Comunis quatenus de
pecunia dicti Comunis des et solvas reverendo patri
fratri Andrea generali priori Ordinis Servorum sancte
Marie Virginis libras quìnquaginta septem et soldos
sex bon. ob reverentiam Beate Marie Virginia convcr-
tendas per ipsum in soluctione dacii mercationum occa-
sione conduete columpnarum cum baaaibus et capitellis
ae banehalibus de lapide vivo tam albo quam rubeo
prò laboreriis fatiendia in ecclesia seu claustris ecclesie
aancte Marie strate maioris Civitatis Bononie ».

Lib. r.xiu, s. vi.

« Antiani et Collegia Civitatis Bononie etc.

« .Mandamus tibi Johanni de Daynesiis collectori pe-
cunie quo colligitur occaxiono laborerii Carobii de mer-
cationibug, quo de extra comitatum bon. eonducuntur
quatenus a reverendo patre fratre Andrea generali priore
Ordinis Servorum sancte Marie Virginis non petas nec
exigas libras quatuor et soldos decem bon. in qv.ibus
dieitur eundem debitorem esse occaxione conduete certa-
rum columpnarum cum bassibus capitellis ac baneha-
libus de lapide vivo tam albo quam rubeo ; et quod
ipsum generalem et quemeumque qui eiua nomine prò
debitore scriptus esset debeaa cancelare et amplius
dieta de causa nulatonus molestare ». (Arch. di Stato
di Bologna, sezione del Comune, Biformagioni, serie II
(Mandati), voi. del 1389, num.t0 329, c. 125).

1 Arch. cit., Biformagioni, serie II, voi. del 1383
non completo, e. II.") a.
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