Archivio storico dell'arte — 5.1892

Seite: 394
DOI Heft: 10.11588/diglit.18091.45
DOI Artikel: 10.11588/diglit.18091.47
DOI Seite: 10.11588/diglit.18091#0444
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1892/0444
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
0.5
1 cm
facsimile
:ì!)4

EMILIO ORIOLI

qualche casa o facevasi qualche innovazione o ristauro, spesso era delegato dal Comune a veri-
ficare se i lavori iniziati fossero conformi alle prescrizioni edilizie d'allora, e spesso era mandato
ad ispezionare simili lavori in seguito a reclami presentati da cittadini che credevansi danneg-
giati dalle costruzioni iniziate dal vicino ; tutto questo desumesi dagli Atti dei difensori dell'avere
del Comune di Bologna dall'anno 1380, nel quale cominciano regolarmente, sino al 1392. Ed anche
il Comune affidavagli di definire, come arhitro, certe controversie in materia edilizia, e per esse
privati cittadini rivolgevansi a lui, come a persona competente. 1

*

* *

Si è visto per una volta comparire addetto ai lavori della Loggia del Carrohio anche
maestro Antonio di Vincenzo, celebre nella storia dell'arte bolognese per essere stato l'archi-
tetto del tempio di San Petronio, e che in documenti dell'epoca è detto : vir magne intelligentie,
come quando insieme a frate Andrea Manfredi fu richiesto .per amichevole compositore dai
Minori conventuali e da Iacobello e Pier Paolo dalle Masegne, j>'li autori dell'altare maggiore
di San Francesco, per pronunziare il lodo in causa a differenze insorte per la costruzione di
esso altare. 2 Molti dati certi intorno alle opere compite da maestro Antonio si hanno già mercè
gli studi e le ricerche del cav. Rubbiani e del prof. A. Gatti. 11 primo infatti ci fa conoscere
come maestro Antonio fosse l'autore del bel campanile della chiesa di San Francesco; ' ed il
secondo recentemente ha raccolto tutte le notizie documentate che a lui si riferiscono, mentre
dirigeva i lavori di San Petronio, 4 ossia dal 1390 in poi, illustrando questo periodo della vita
di maestro Antonio. Prima di quell'anno però l'autore dichiara di non avere di lui trovato me-
moria alcuna che lo riguardi, e che forse per quanto si interroghino le vecchie carte esse rimar-
ranno mute in proposito, nò forse si ricadrà a conoscere nulla della vita artistica antecedenti'
di questo celebre architetto.

Ora, si è già visto come nel 13S4 maestro Antonio si trovasse per un momento insieme a
Lorenzo di Bagnomarino, in qualità di gonfaloniere, alla direzione dei lavori della Loggia. L' ufficio
di gonfaloniere nell'antico Governo comunale di Bologna non deve credersi, come a prima vista
potrebbe parere, quello di capo del Comune o il « vexillifer institi/te » ; era, ciò non ostante, uno
dei principali uffici; per autorità ed importanza veniva immediatamente dopo a quello degli An-
ziani, la suprema magistratura del Comune. Era un ufficio collegiale di (ledici cittadini, eletti
tre per ognuno dei quattro quartieri della città, e che rinnovavasi ogni quattro mesi; in seguito
il numero di essi fu portato a sedici, avendo fra le altre attribuzioni pure quella di visitare e
sorvegliare i lavori che si eseguivano per conto del Comune. Dopo il 1512, con attribuzioni
più ristrette, l'ufficio dei gonfalonieri del popolo fu denominato dei « Tribuni della Plebe ».

Si è anclie visto come nello stesso anno 1384 maestro Antonio, sempre insieme a'Lorenzo
di Bagnomarino,.fosse scelto pel disegno e per la perizia del palazzo della Società dei notai,
che poscia gli affidò anche il disegno e la costruzione delle finestre prospicienti la piazza. 6
.Ma anche prima del 1384 sonvi memorie di lui. Trovo anzitutto che egli nel 1373 si ammogliò
con. certa Agnese Tabolacci, e nella costituzione dotale è dichiarato minore di venticinque e mag-
giore di quattordici anni, per la qual cosa la nascita sua è da porsi intorno al 1350 o qualche
i.nno dopo.0 Non credo però che prima del 1382 abbia eseguito lavori importanti, avendo sola-
mente in quell'anno, per la prima volta, trovato che il Comune lo incaricò di fare certi lavori in

1 Arch. cit., Sentenze citili, voi. de] 1884, e. 69 a e b,
voi. del 1387, c. 165 i».

2 Arch. cit., sezione Enti autonomi, PP. Conventuali
di San Francesco, busta n. 103/4225 n. 52.

3 Rcbbiahi A., La chiesa iti San Francesco in Bo-
logna; Bologna, 1886, p. 86.

4 Gatti A., Maestro Antonio ili Vincenzo architetto

bolognese, in « Archivio storico dell'Arte » anno IV,
fase. III.

'■' Arch. cit., Libro di Entrate e spese della Società
dei notai, voi. dal 1381 al 1896, c. 96 a.

,; Arch. cit., Memoriali dell'anno 1873 di Franco di
Tornatalo Lanfranchi, c. 13» e b.
loading ...