Archivio storico dell'arte — 5.1892

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396 KM ILIO ORIOLI

maestro Antonio non era composta che di lui, della moglie, del figlio suddetto e di due servi-
tori. 1 Più tardi ebbe anche due femmine, l'una, la sopra ricordata Giovanna, e l'altra di nome
Lucia, che insieme alla madre sopravvissero al fratello Vincenzo, morto nel 1410.2

Altro dei sovrastanti alla Loggia del Carrobio si ò visto essere stato maestro Cambio
tintore, la cui professione esclude che egli potesse trovarsi alla direzione tecnica dei lavori,
dovendosi ritenere piuttosto che fosse un ufficiale delegato dal Comune per sovrintendere alla
parte amministrativa di essi.

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* *

Dopo ciò occorre di esaminare l'ipotesi di quegli scrittori, che asseriscono la Mercanzia essersi
costruita intorno al 1439, ipotesi che ha la sua ragione di essere. Prima però credo opportuno far
vedere quali vicende abbia subito tutto quel complesso di fabbricati di proprietà comunale posti
nell'area trapezoidale oggi formata dalla Mercanzia e dal palazzo Sampieri-Talon. Essi, per l'uso
cui erano stati destinati, si mostrarono tosto superflui, ed infatti secondo la petizione presentata
al Governo bolognese ed approvata nel 1379, per l'acquisto della casa Pepoli, era preveduto
che, oltre ai locali necessari al Comune per gli uffici della Gabella, ne sarebbero rimasti altri
disponibili, dai quali il Comune stesso avrebbe potuto trarre un utile diretto concedendoli in
affitto a privati cittadini per uso di botteghe e fondachi, od anche per uso di abitazioni.
Di questi contratti d'affitto stipulati dal Comune accenno qui uno del 1393, col quale ad un
notaio, certo Pietro Galesi, era concessa parte dei locali già di proprietà Pepoli ; 3 e l'altro,
più importante, di quattro anni dopo, col quale il Comune affittava per nove anni, da rinno-
varsi, alla Società dei banchieri la sala grande, posta sopra la Loggia, con altri ambienti con-
tigui. 4 Simile contratto ebbe vigore sino al 142C, nel quale anno la Società dei banchieri ne
stipulò un nuovo, apportando alcune modificazioni al precedente.5 Ed anche, il Comune, nel 1411,
aveva venduto ad alcuni cittadini parte dei suddetti stabili. c

Ed ora eccoci giunti al 1439, nel quale anno, come si è visto, secondo Guidicini, Giordani
ed altri, vuoisi che l'Università delle Arti comperasse per intero dal Comune tutti gli edifizi
posti nel Carrobio e che allora soltanto si cominciasse la costruzione del Foro dei Mercanti.
Ciò è completamente falso; nessun documento giustifica l'asserzione di questa compra-vendita,
che anzi una deliberazione dei Dieci Riformatori del Comune esclude affatto.

Per decreto del G giugno di quell'anno 7 fu stabilito di mutare residenza al giudice dei
mercanti, che risiedeva nei locali inferiori della Gabella, ed assegnargliene una più conveniente
e decorosa al suo ufficio. Per questo fu stipulata una convenzione col banchiere Battista Poeti,
il quale, dietro determinati e precisi compensi stabiliti per istrumento,8 si obbligò a tutte sue
spese di preparare la nuova sede al giudice dei mercanti. A tale effetto fu determinato di se-
parare per mezzo di un muro divisorio gli uffici della Gabella dalla nuova residenza pel giudice,
facendo cioè demolire una parte dell'edificio contiguo alla Loggia e quivi costruendo due stanze,
una da servire pel giudice, l'altra per le adunanze dei consoli e della Società dei mercanti,
facendo costruire le scale necessarie per avere da queste due stanze libero accesso alla sala
grande della Loggia, affittata ai banchieri, innalzando quanto fosse necessario un muro, rifatto
di nuovo nei ristami del 1840, sul lato di via Castiglione, dall'angolo della Loggia per tutto quel
tratto fin dove risiedeva allora il giudice, e coprendo finalmente tutto l'edificio nella stessa guisa del
palazzo dei Notai.

1 Arch. cit.. Extimi del 1387. ' Arch. cit., Camera del Connine, Liber Publicorum

■ Arch. cit., sezione demaniale, PP. Conventuali, Comuniè Bononiae, segn. A, c. 48 a.
busta n. 100/4328 n. 14. • Arch. cit., Protison di Fàbrino di ter Damiano

3 Arch. cit., Camera del Comune, Locazioni di cose l'are, alla data 18 aprilo 1411.
publiehe, ecc., voi. segn. t-B^vp, e. 186 a. ' Doc. XIX.

4 Doc. XVIII. 1 Arch. cit., Registro Fantini, e. 104 e sogg.
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