Archivio storico dell'arte — 5.1892

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LA PINACOTECA DI BRERA

E IL SUO NUOVO CATOLOGO 1

A Pinacoteca di Brera, che per più rispetti, come abbiamo già
avuto occasione di dimostrare, può servire di esempio alle altre
Pinacoteche del Regno, ora è fornita di un nuovo catalogo, il quale
segna un notevole progresso pei criteri con cui è compilato in
confronto di quelli pubblicati anteriormente. Esso è il prodotto
degli opportuni accordi presi fra il direttore, comm. Giuseppe
Bertini, e il segretario dell'Accademia di belle arti, cav. Giulio
Carotti, mercè i quali quest'ultimo si è assunto l'intiero lavoro
della compilazione della materia che lo concerne.

Già il formato e l'apparenza esterna in genere del modico
volumetto prevengono in suo favore. Nella compilazione del contenuto poi il cav. Carotti ha
saputo tenere conto in modo degno di encomio delle esigenze della scienza moderna in lavori
di simil genere, facendo dapprima una esposizione storica delle vicende principali attraversato
dalla raccolta, a cominciare dalle sue origini por venire fino ai nostri giorni, poscia dando piii
precisi ragguagli intorno alle dato riguardanti gli artisti e intorno alla provenienza delle opere
loro pervenute alla Pinacoteca, infine, facendo seguire rispettivamente gl'indici per divisione di
scuole, per ordine alfabetico e per ordine numerico progressivo.

Quanto al requisito essenziale d'ogni catalogo moderno, quello cioè a dire della sua rela-
tiva esattezza nella classificazione delle opere rispetto al loro autore, conviene riconoscere che
il compilatore già aveva trovato il terreno bene preparato, da che il direttore della Pinacoteca
era venuto man mano rettificando le denominazioni erronee anteriormente adottate in baso a
pregiudizi di tradizioni o d'altri criteri fallaci.

Al direttore stesso poi non deve riescire discaro il riconoscere che per la sua opera di
rettificazione egli potè giovarsi dei lumi singolari di persona colla quale egli aveva tenuto relazioni
fondate su antica amicizia. Intendo significare quelle ch'egli teneva col compianto senatore Giovanni
Morelli, il quale da anni si era rivolto allo studio critico dei nostri antichi autori ed era riescito
più di chicchessia a decifrarne il genuino loro aspetto. Crediamo di non andar lontani dal vero,
dunque, coll'asserire che ormai la classificazione delle opere della Galleria di Brera si accosta
al vero più di quella di ogni altra Galleria del Regno, dove dal più al meno regna una stazio-
narietà che non parla in favore nò della sollecitudine delle rispettive Direzioni nè di quella delle
autorità superiori dalle quali queste dipendono.

1 Catalotju della Pinacoteca di Milano (palazzo Brera); Milano, stabilimento O. Civolli, 1892.
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