Archivio storico dell'arte — 5.1892

Seite: 415
DOI Heft: 10.11588/diglit.18091.45
DOI Artikel: 10.11588/diglit.18091.49
DOI Seite: 10.11588/diglit.18091#0465
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1892/0465
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
0.5
1 cm
facsimile
LA BASILICA DI SAN MICHELE IX FORO IN LUCCA

415

dopo poco più che un secolo un importante lavoro, sia di restauro, sia di accrescimento, l'avrebbe
di nuovo modificata.

La critica e le memorie isteriche contrastano pertanto alle asserzioni ed agli argomenti
del conte di San Quintino ; vedremo ora se tali asserzioni possano essere appoggiate dall'esame
del monumento.

La pianta della basilica è a croce latina; ora, per l'autorità stessa dell'illustre archeologo
del quale prendiamo in esame i giudizi, sappiamo essere ben rari i sacri edifici dei tempi di
Carlo Magno e dei secoli ix e x, che presentino tale pianta, sebbene ciò non fosse senza qualche
esempio anche nelle basiliche delle età precedenti. E la nostra basilica di San Michele sarebbe
appunto, secondo l'opinione del San Quintino, dei tempi prossimi a quelli di Carlo Magno ; biso-
gnerebbe dunque incominciare dal ritenerla per una delle rare eccezioni, al che invero siamo
pochissimo inclinati, inquantochè l'indole del paese ci si mostra sempre cosi propensa alla forma
più antica della basilica, cioè la rettangolare, che anche dopo il mille possono dirsi rare ecce-
zioni le chiese lucchesi che se ne dilungano.

Già vedemmo come fosse un abbaglio dell'esimio Corderò e de' suoi seguaci, che la chiesa
di San Frediano avesse in origine la crociera; e basilicali sono le chiese di Sant'Alessandro, di
San Pier Somaldi, di San Cristoforo, dei Santi Simone e Giuda, di San Giusto, di Santa Maria
Corteorlandini, tutte dentro la città, e le infinite che si possono citare nel territorio lucchese,
ove la forma di croce latina potrebbe dirsi sconosciuta fino a secoli molto recenti. Mal si av-
viserebbe di trovare esempi di chiese a croce latina di secoli anteriori al mille in quelle di
San Giovanni e di Santa Maria Forisportam, le quali vedremo a quanti restauri e rinnovamenti
andassero soggette. Nessun appoggio si rinviene dunque nell'ambiente che circonda la chiesa di
San Michele in Foro, per credere che potesse aver forma di croce latina fino dal secolo Vili.

Altro argomento di dissenso ce lo porge il campanile, il quale sorge nella chiesa di San Mi-
chele in Foro sul sinistro braccio della croce, contro il costume più osservato nelle chiese luc-
chesi di erigerlo sulla facciata, se non sempre isolato da essa.

Nè è da ammettere l'opinione che possa alla chiesa di San Michele essere stata aggiunta
in appresso l'abside, il che porterebbe seco l'aggiunta della crociera; opinione non però mani-
festata dal Corderò, anzi esclusa da esso con l'additare sole mutazioni ni aggiunte apportatele, il
rialzamento della tribuna, gli altari, le volte, la decorazione esteriore, la facciata. 1 Tale opi-
nione venne prodotta dal chiaro erudito lucchese ab. Domenico Barsocchini; 8 ma della sua in-
verosimiglianza può convincersi chi esamini il monumento, mostrando esso come tutto sia nato
al tempo medesimo di quell'ampiezza e di quella forma. Niuna differenza poi nel modo di con-
nettere i marmi, nella qualità, grandezza e disposizione di essi; nessun minimo indizio di un
innestamento possono acquistar fede a tale supposizione.

Le dodici colonne ed i capitelli su cui si volgono le arcate interne (come anche il Corderò
ed il Ricci ammettevano) non sono in questo tempio, a differenza di molte altre chiese di Lucca,
avanzi di romani edifizi, ma sono tutti di nuova costruzione e di marmo del vicino monte pi-
sano; sono di ordine corintio e composito, e si vedono imitati da capitelli romani, senza che
manchi però in alcuni di essi l'elemento medioevale che col romano viene ad unirsi. Bene è però
da osservare non solo il loro disegno, ma pur anche il modo con che sono scolpiti, poiché co-
tale osservazione ci gioverà nel confronto che faremo dell'interno della nostra chiesa con la
decorazione esteriore. E tale confronto ci porterà a riconoscere che di un medesimo tempo sono
i capitelli su cui si volgono le interne arcate e quelli delle colonne incassate su cui girano
gli archi decorativi che ornano l'esteriore dell'edifizio. Quante volte noi tentammo un tale ri-
scontro, altrettante ne riportammo il convincimento che le parti decorative sia dell'interno che
dell'esteriore (salvo beninteso la parte superiore della fronte e la superiore galleria dal lato di
mezzogiorno) sono opera del secolo stesso.3

' Corderò, op. cit.. p, '271.

- Diario sacro di lli' chiete ili Lucca, p. 289.

3 Questa decorazione di arcate volgontisi su colonne
incassate, si ripete in moltissimi altri monumenti lue-
loading ...