Archivio storico dell'arte — 5.1892

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MISCELLANEA

A proposito della notizia del ricollocamento
del coro d'Assisi, data nel precedente fascicolo,
riceviamo dal ch.n,° comm. G. B. Cavalcasene la
lettera seguente:

« Roma, 15 decembre 1892.

« Prt'i/."10 signor Direttore

Archivio Storico dell'Arte.

« Nella dispensa precedente della sua Rivista,
a pag. 3G2, è stampato che il coro di Domenico
di San Severino, intagliato per la basilica di As-
sisi, si trova « in un salone, scomposto ed abban-
donato ». Ciò è inesatto. L'opera era ricomposta
nella sto,a disposizione che avea dapprima in chiesa.
Ed il Sacconi, nel suo rapporto al ministro (V. Bol-
lettino ufficiale, n. 23, Roma, 30 decembre 1891),
nota di queste coro che « attualmente ò conser-
vato assai bene nel salone dove fu collocato ».

« Benché le parole dell'articolo pubblicato nella
sua Rivista non dicano in modo manifesto che il
Cavalcasene, il Sacconi e il Cantalamessa abbiano
modificate le loro idee sulla rimozione del coro,
temo tuttavia che il lettore possa essere indotto
in tal sospetto. Giova dunque dire che il Sacconi
mi ha fatto conoscere che mantiene appieno quanto
sdisse nel rapporto al ministro (V. il Bollettino
suddetto, a pag. 1156 e seg., nonché l'altro del
4 maggio 1892, a pag. 774). Similmente il Canta-
lamessa mi ha dichiarato di non aver cambiato

opinione; e si può esser certi che il buono e va-
lente Baldoria, se vivesse, mostrerebbe in questa
occasione che il suo convincimento sarebbe sempre
il medesimo.

« Ora poi si potrà vedere che buon effetto farà
il ricollocamento di quel macchinoso mobile a ri-
dosso ai fasci delle colonne ed alle pareti dipinte,
e la conseguente necessità di spostare di nuovo
l'altare dal centro della crociera, ov'era destinato,
e dove trovavasi, come può vedersi anche nel D'Aoin-
court, Architettura, tav. XXXYII.

« Il caso del coro d'Assisi è da considerarsi
affatto fuori delle norme comuni, che ora preval-
gono, circa ai rifacimenti e alle aggiunte nelle
; opere di architettura. Gli argomenti e i confronti
j da fare sarebbero molti, ma vorrei che almeno si
rileggessero quelli del Sacconi, nel rapporto sud-
detto, a pag. 115(1. La mia fermissima convinzione
è che, se, invece del coro del Sanseverinate (certo
non privo di pregi), si trattasse di uno disegnato
e fatto intagliare dal Buonarroti, grande come
questo di cui ci occupiamo, tale, insomma, da pro-
durre forte ingombro nella chiesa, proporrei ugual-
mente che fosse tolto di là, pur inchinandomi ri-
spettoso all'opera del sommo artista, e adoperan-
domi acciocché fosse gelosamente custodito per
l'interesse dell'arte e della storia.

« Dei-.""'
« G. B. Cavalcaselle ».
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