Archivio storico dell'arte — 6.1893

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IL MUSEO NAZIONALE DI FIRENZE NEL TRIENNIO 1889-1891

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Aumenti di maggiore importanza si sono avuti nella serie delle sculture del rinasci-
mento, fra le quali va menzionata per prima una graziosa statuetta di amorino, in at-
teggiamento, dirò così, idraulico, che dovette ornare una fontana e che è ancora qua e là
rivestito di incrostazioni calcaree.1 E una piacevole creazione riferibile alla Scuola di Do-
natello, che forse ne ha dato l'idea e ne ha composto il bozzetto: posa su una basetta
romboidale a sghembo, e questo farebbe supporre che esso fosse posto come decorazione
laterale ad una grande fontana, ove erano altri putti consimili. Le ricerche fatte per tro-

Fig. 2a - CANDELABRO CON PUTTI, di Benedetto da Maiano.

varne memoria non hanno approdato a nulla: però nel magazzino del R. Opifìcio delle
Pietre Dure ho veduto un grande piedestallo a tronco di piramide quadra, della stessa epoca
e di stile donatellesco, con piccoli stemmi medicei e colle stesse incrostazioni calcaree, molto
deteriorato: esso potrebbe benissimo aver servito a sostenere una statua centrale, a cui fa-
cessero corona dei putti simili al nostro.3

Dalla sala delle iscrizioni agli Uffìzi è stata tolta una base ovale con un fregio in bas-
sorilievo di delicata fattura, posta là come cosa di arte classica e che il prof. Enrico Ri-

1 Nella classificazione degli oggetti di magazzino
fatta alcuni anni sono, l'amorino fu compreso fra le
sculture romane e stette esposto per qualche tempo
come cosa di decorazione nella Galleria degli Arazzi.

2 Ambedue erano tempo fa nei magazzini delle Regie
Fabbriche ed è quasi impossibile conoscerne la prove-
nienza originale.
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