Archivio storico dell'arte — 6.1893

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UMBERTO ROSSI

busto, quando aveva prossima pel confronto la figura giacente di Mariano Socino, che è
opera certa dello scultore senese e che è cosa di maniera affatto diversa. Nò so perchè
parecchi scrittori lo abbiano detto e lo dicano tuttora un ritratto di monaca: l'acconciatura
civile delle donne nel secolo decimoquarto e fin verso la metà del susseguente era appunto
quale si vede qui rappresentata: e ne abbondano gli esempi nei dipinti di quell'epoca. 1
Si potrebbe credere che questo busto rappresenti veramente una persona incognita e
che quello rammentato dal Yasari sia perduto: ma bisogna riflettere che, contro l'opinione

Fio. 14"-MARSIA, di A. del Pollaiolo.

comune, le collezioni medicee di oggetti d'arte minuti, come sarebbero per esempio i bronzi
e gli avori, sono giunte a noi quasi intatte: tutti i bronzi sì antichi che moderni descritti
nel primo catalogo della Galleria del 1589 esistono anche oggi e se ne seguono le traccie
e si identificano non solo colle descrizioni, ma anche coi numeri che sono segnati sugli
oggetti stessi, o sulle basi in colore ad olio. Il busto di Contessina è detto nei diversi in-
ventari una donna velata incognita o una sacerdotessa velata ;2 e non è da stupirsi che
non vi riconoscessero più la moglie di Cosimo, quando vediamo anche in questo secolo

1 Bisognerebbe piuttosto dire che molte delle mona- sto bisognerà ricorrere a quelli di guardaroba che po-
che d'oggi conservano la foggia di vestire d'allora. tranno presto essere consultati nel R. Archivio di Stato,

2 II primo inventario di Galleria in cui è nominato a cui furono testé trasferiti da Palazzo Pitti,
è quello del 1704; per risalire fino al secolo decimose-
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