Archivio storico dell'arte — 6.1893

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IL MUSEO NAZIONALE DI FIRENZE NEL TRIENNIO 1889-18'Jl

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Diversi ornamenti in bronzo longobardi, come anelli, orecchini e capi di cintura fu-
rono estratti dalla serie dei bronzi antichi di Galleria;, con essi si inizia una piccola col-
lezione di oreficerie di quei tempi, dei quali non possedevamo sinora che una croce di
lamina d'oro; essa potrà poi essere accresciuta con altri oggetti di metallo prezioso, che
ancora si conservano in Galleria nel gabinetto dei cammei.

Dai bronzi ci venne anche un'ampollina liturgica con smalti a incavo, pregevole e
raro lavoro di Limoges del principio del secolo decimoterzo e alcuni fermagli e placchet-
tine per bardature pure smaltate.1

Il bacino di porcellana medicea, comperato dagli eredi Castellani, colma un vuoto nella
nostra raccolta di ceramiche, nella quale di quei rarissimi saggi non v'era che una me-
daglia del granduca Francesco I di Pastorino.2 E sbaccellato ed ha nel centro a monocro-
mato turchino l'evangelista San Marco, riproduzione di una stampa di Aldegrever da un
disegno di Giorgio Pencz.3

Si sono acquistati diversi esemplari di maioliche primitive, che oggi si rendono sempre
più interessanti per la storia di quest'arte; e un grande vaso da farmacia privo del fondo,
di fattura un po' trascurata, ma che ò notevole perchè sull'orlo, in tre medaglioni, porta
le seguenti leggende: 1556 in Faenza. — 155(5 Fato in ft utenza in botega di m.° Fran. —
1556 Io Ani. Romanino Cimatti pinsitti de Fauex. Inoltre furono donati dal cav. Giulio
Franchetti due alberelli, uno dei quali, molto grande, decorato a figure e a foglie digitate
azzurre, e un prodotto di fabbrica toscana del principio del quattrocento; un bel boc-
cale di poco posteriore si ebbe dal signor V. Ciampolini; e dal prof. Emilio Costantini
diversi vasetti e parecchie mattonelle, molto sciupate, ma che portano la nota marca di
Ca' Pirota.

Un altro oggetto di grandissimo valore, e che stava in magazzino nella terza cate-
goria, 4 è un grande smalto dipinto di forma ovale, in cui è effigiato a mezzo busto un
prelato francese: ha lunga barba, porta un berretto triangolare e un giustacuore nero e
sulle spalle un giubbone di pelliccia; in basso vi sono le iniziali dell'artista e la data 1555.
Questo ritratto, sia per l'ottima riuscita e la finezza dell'esecuzione, sia per le straordinarie
dimensioni (cm. 45 X 32) è uno dei migliori che abbia dipinto il più grande degli smal-
tatori francesi, Léonard Limousin.

L'ultima serie, che è quella delle armi, non ha di nuovo che un piccolo cannone o
più precisamente un falcone, fuso in bronzo da Cosimo Cenni nel 1620; esso è interessante
perchè sulla culatta è riprodotto il pianeta Giove circondato dai quattro satelliti scoperti
da Galileo e chiamati da lui sidera medicea. Noterò anche un bel fucile spagnuolo da
caccia a due canne, con batteria a pietra, donato dalla già rammentata e benemerita si-
gnora Anna Corsi vedova Insom.

Lucca, figlio del celebre giureconsulto, ed era stato
trovato presso le rovine di un castello nella Val di fie-
vole.

1 Noterò, come curiosità, che nel secolo scorso e an-
che nel principio di questo, gli eruditi toscani non cono-
scevano come fossero fatti gli smalti ad incavo, e li
credevano mosaici. 11 Manni nella sua dissertazione sulle
croci cavalleresche, che sono poi quasi tutte ornamenti
da bardature, ne descrive parecchie come piccoli mo-
saici; così pure son qualificati nell'inventario di Gal-
leria del 1825 alcuni di quelli entrati ora in Museo,
fra cui uno che è all'arme di Francia antica, campo
azzurro seminato di gigli d' oro.

2 La medaglia di Pastorino fu conservata sino ai

nostri giorni nel medagliere; non è però unica nel suo
genere, giacche se ne conoscono altre di Ercole III,
duca di Modena, che devono esser state fatte nella fab-
brica di Nove nel Veneto.

3 Questi bacini con gli evangelisti dovevano essere
quattro: quello col San Giovanni è nella collezione del
re Don Fernando a Lisbona; un altro è nella ricchis-
sima raccolta del cav. Vincenzo Lunghini d'Arezzo;
del quarto non si ha notizia.

4 Gli oggetti di magazzino vennero molti anni fa
divisi in quattro categorie, delle quali le due ultime
dovevano contenere gli oggetti di nessun conto e inde-
gni di essere esposti.
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