Archivio storico dell'arte — 6.1893

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L'INCORONAZIONE DELLA VERGINE

DIPINTA DA AMBROGIO POSSANO, DETTO IL BERGOGNONE

NELL'ABSIDE DELLA BASILICA DI SAN SIMPLICIANO IN MILANO

OCHISSIMO nota, anche nel mondo degli studiosi del-
l'arte, rimase sino a quest'ultimi tempi la grandiosa
pittura murale che adorna l'abside della basilica di
San Simpliciano in Milano. La scarsa luce del coro, la
posizione troppo elevata e remota del dipinto, mascherato
in parte dal tempietto che si innalza sull' altare mag-
giore, fanno sì che quest'opera d'arte passi il più delle
volte inosservata per coloro che, attirati a varcare la
soglia della basilica dai resti di architettura lombarda
della facciata, rimangono delusi davanti le manomis-
sioni subite dall'interno, fatte ancor più gravi da un
sedicente restauro compiuto coi criteri troppo superfi-
ciali che vigevano cinquant'anni or sono.1 Se a quelle
cause si aggiunge che gli scrittori d'arte i quali hanno in questo secolo segnalata la impor-
tanza del dipinto, si trovarono d'accordo nel rilevare le cattive condizioni nelle quali si
trova, si potrà spiegare come abbia potuto rimanere così a lungo dimenticata un'opera

1 Questa chiesa è una fra le più antiche basiliche
che sorsero fuori le mura di Milano : vi fu sepolto il
vescovo Simpliciano, l'immediato successore di Sant'Am-
brogio : molte dovettero essere le trasformazioni subite,
per cui non si può rilevare traccia alcuna della disposi-
zione originaria: nel 1813, in occasione dei lavori per la
erezione di un nuovo altare maggiore, si trovarono le
fondazioni di un'abside che forse appartenne alla pri-
mitiva basilica, e che si vede indicata nella planimetria
dato a p. 27. In alcuni restauri del 1841, e nelle opere
di riordino del tetto compiute recentemente, si trova-
rono dei laterizi con bolli dell'epoca del re Agilulfo
(590-615): così sopra uno dei tegoloni che erano ancora
impiegati nella copertura della basilica,'ho potuto leg-
gere ancora questo frammento d'iscrizione:

f GL . DOMN........AGILVLF

ET ADIWALD . F1ER .... AEC PR

Archivio storico dell'Arte - Anno VI, Fase. I.

Nel secolo ix vi presero stanza i Benedettini Clu-
niacensi, ai quali si deve assai probabilmente la mag-
giore estensione data all'edificio: ma deve esser stato
solo verso il secolo xi, che la basilica a tetto si tra-
sformò in basilica a volta, allorquando si ebbero in fa-
vore della chiesa i lasciti importanti dell' arcivescovo
Ariberto d'Intimiano nel 1034, e di un nobile Azzone
nel 1079, ricordato da una interessante iscrizione che
ancora si conserva. L'abside che il Bergognone fu chia-
mato a decorare, fa certamente parte di altri lavori di
ingrandimento della basilica, eseguiti nella seconda
metà del secolo xv, all'epoca dell'abate Giov. Alimento
Negri, o nei primi anni del secolo xvi, quando i bene-
dettini ripresero possesso della basilica e dell'attiguo
monastero. E dubbio se innanzi alla basilica abbia esi-
stito l'atrio tradizionale: la facciata reca solo le traccie
dell'attaccatura dell'atrio, del quale, nel 1783, vennero
riscontrate altresì le fondazioni.

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