Archivio storico dell'arte — 6.1893

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LUCA BFILTRAMI

zione più economica; così pure non sarebbe stato possibile precisare se il danno delle ef-
florescenze fosse da attribuire a infiltrazioni d'acqua avvenute al tempo della copertura
originaria, oppure dopo la trasformazione di questa. Quello che si doveva accertare era che
la copertura attuale fosse in condizione tale, da non presentare alcun pericolo di nuove
infiltrazioni, e che la struttura muraria della volta si trovasse in condizione di liberarsi,
quanto più era possibile, dalla umidità di cui era imbevuta; per il che provvidi anzitutto
ad un riordino del tetto attuale, procedendo altresì allo sgombro di tutto l'estradosso della
volta dalle macerie che nel corso dei secoli vi si erano accumulate e che, oltre al gravare
inutilmente la volta dell'abside, offrivano materia per assorbire la umidità dell'atmo-
sfera nella stagione invernale, trasmettendola alla volta; per maggiore precauzione, e per
assicurarmi meglio delle condizioni della volta, feci praticare sull'estradosso, in corrispon-
denza alle parti dell'intradosso più guaste dal nitro, alcuni tasti, togliendo la massa di mura-
tura che aveva servito a trasformare la superfìcie sferica dell' estradosso della volta nella
superficie conica necessaria per la copertura; il materiale estratto si presentò in buone condi-
zioni, e mise in rilievo la caratteristica struttura adottata per alleggerire il peso di questa
muratura, la quale è formata con cilindri cavi in terracotta, foggiati a punta verso un
estremo, come piccole anfore, per modo da potersi innestare uno nell'altro, i quali tubi si
trovano cementati fra loro con calce molto grassa; le suddette cavità praticate nell'estradosso,
dopo essere rimaste per più di un anno aperte, vennero accuratamente riempite. In tal
modo si provvide ad allontanare il pericolo di future infiltrazioni, e quindi di maggiori danni
all'introdosso della volta.

Nella primavera del 1892, e cioè quasi un anno e mezzo dopo la prima visita all'affresco,
la Commissione speciale si riunì nuovamente per constatare la condizione delle porzioni di
affresco che erano state ripulite nel 1890. Erano trascorse da quell'epoca due invernate, e
quindi, se l'azione dell'efflorescenza nitrosa avesse progredito, si sarebbe ripresentata nelle
parti ripulite. La Commissione potò, con soddisfazione, constatare come l'efflorescenza non
presentasse un sensibile progresso, perchè le parti ripulite vennero ritrovate ancora in buone
condizioni. Tale fatto, abbastanza rassicurante, messo a confronto colla gravità della sola
operazione che poteva sottrarre l'affresco ad ogni ulteriore danno dovuto alla umidità — vale a
dire l'operazione del distacco dal muro — consigliava per sò stesso a sospendere ogni misura ra-
dicale di restauro del dipinto. Non mancai in quella circostanza di far rilevare come l'opera-
zione del distacco degli affreschi dal muro — così efficace e provvidenziale in molti casi
estremi, quali possono essere forniti o da inevitabili demolizioni, o dal troppo rapido propa-
garsi dell' umidità — presentasse sempre dei gravi pericoli per la integrità degli affreschi per
modo da consigliare a ricorrere a tale partito con grande prudenza, il che non sempre
avviene. Nel caso particolare l'operazione del distacco presentava una difficoltà eccezionale,
dipendente dalla superfìcie sferica del dipinto, e dal fatto che nelle parziali ripuliture fatte
nel f 890, già si aveva avuto campo di constatare come non tutte le colorazioni del dipinto si
potessero ritenere a vero affresco, perchè mentre le carnagioni e le altre tinte ottenute colle
varie terre presentavano alla ripulitura la resistenza dell'affresco, i toni azzurri e verdi non
resistevano neppure alla più prudente opera di ripulimento. Era quindi evidente come l'opera-
zione del distacco del tenuissimo strato dipinto dall' intonaco, lasciasse molto dubbia la inte-
grità di queste tinte non date ad affresco. In considerazione di ciò la Commissione convenne
nella proposta di rinunciare al partito del distacco dell'affresco, limitando l'opera di restauro
ad una semplice pulitura, nella quale doveva essere esclusa, non solo l'azione di qualsiasi
sostanza liquida, ma anche l'azione dell'acqua, perchè alcune colorazioni non vi avrebbero
potuto resistere.
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