Archivio storico dell'arte — 6.1893

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L'INCORONAZIONE DELLA VERGINE

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Si convenne quindi di affidare al signor Steffanoni di Bergamo, già noto alla Com-
missione per molti lavori congeneri, l'operazione di togliere, colla semplice mollica di pane,
l'efflorescenza di nitro e l'annerimento prodotto dalla polvere e dal fumo fissato sulla su-
perficie del dipinto a mezzo dell'umidità causata dalle emanazioni nell'interno della chiesa;
tale operazione, compiuta sotto la sorveglianza diretta della speciale Commissione, esercitata
in particolar modo da un membro di questa, il prof. L. Cavenaghi, diede ben presto il risultato
soddisfacente di ripresentare il capolavoro del Bergognone, se non nella originaria vigoria
di colorito, in una tonalità ancora fresca ed armonica, quale non era dato sperare. Questo
lavoro, condotto a termine nella scorsa estate, ha permesso agli studiosi d'arte di esami-
nare minutamente, grazie al ponte di servizio, e di ammirare da vicino l'opera magistrale del
Bergognone ; e traendo appunto partito dall'opportunità del ponte, pensando come una volta
che questo fosse stato rimosso, non sarebbe stato più possibile gustare tutte le finezze del-
l'opera alla distanza non minore di metri dodici dalla quale l'osservatore deve riguardare
ora l'affresco, pensai di far ricavare la copia fotografica dei gruppi del dipinto, valendomi
dell'opera intelligente del fotografo milanese Achille Ferrano, il quale, vincendo le gravi
difficoltà prodotte dalla scarsa luce e dalla limitata distanza concessa dai ponti di servizio,
ha saputo assicurarci la riproduzione delle più minute particolarità di questo capolavoro
dell'arte lombarda; ed è appunto col sussidio delle tavole eseguite dal sig. A. Ferrano che
possiamo illustrare questo scritto.

Narrate così le circostanze che condussero a rimettere in onore quest'opera di Am-
brogio da Fossano, non credo inutile aggiungere qualche notizia sulla importanza storica
ed artistica del dipinto.

* *

Precisare a quale anno risalga la esecuzione del dipinto in questione, è compito troppo
difficile, di fronte alla scarsità delle notizie che sulla vita del Bergognone giunsero fino a
noi: di questo artista infatti, che il Vasari non stimò neppur degno di menzione, ignoriamo
perfino le date della nascita e della morte. In mezzo a tanta lacuna di notizie biografiche,
e dopo la incertezza che a lungo regnò sullo stesso nome, al punto che molti scrittori d'arte
ritennero che Ambrogio Fossano e Ambrogio Bergognone fossero due diversi artisti, possiamo
ancora ritenerci fortunati, se un documento ci è rimasto a rettificare la credenza già messa
in vigore dal Lomazzo verso la metà del secolo xvi, che Ambrogio fosse nativo di Fossano
in Piemonte: il documento è un atto rogato in Pavia, ai 3 di agosto del 1512, dal notaio
Antonio Gabbi, nel quale il pittore si firma Magister Ambrosius de Fossano pidor, filius
Domini Stephani Mediolamnsis, dickis Bergognonis.

La vita dell'artista assai più che nei pochissimi documenti che lo ricordano, si ricosti-
tuisce nettamente nelle numerose opere che di lui ci pervennero.

Vi è un gruppo abbastanza notevole di queste opere, il quale appartiene a un deter-
minato e ristretto periodo di tempo, ed è quello costituito dalle pale d'altare e dalle pitture
murali che il Bergognone dipinse, dal 1487 al 1495, alla Certosa di Pavia. Questo gruppo
offre gli elementi sufficienti, non solo per ricostituire la evoluzione pittorica dell'artista, ma
per fissare l'ordine cronologico delle sue opere. Nei dipinti su tavola, eseguiti per la Cer-
tosa di Pavia, il Bergognone ebbe campo, più che nell'affresco, di abbandonarsi a quella ri-
cerca minuziosa di particolari che caratterizza i suoi primi lavori : egli ricorre ancora, ben-
ché con sempre maggior parsimonia, al sussidio delle dorature e delle ricche ornamentazioni,
per accrescere l'effetto pittorico dell'opera sua, ma gradatamente arrivala quella*intensità
di colorazione e di sentimento così severa ed efficace, quale noi vediamo nel frammento di
tavola, rappresentante Cristo colla croce sulle spalle, seguito da certosini, frammento che
pochi anni or sono sfuggì quasi per miracolo ad una totale rovina, per diventare i'opera
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