Archivio storico dell'arte — 6.1893

Seite: 32
DOI Heft: 10.11588/diglit.18092.3
DOI Artikel: 10.11588/diglit.18092.6
DOI Seite: 10.11588/diglit.18092#0070
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1893/0070
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
0.5
1 cm
facsimile
LA CHIESA DELLA MADONNA DI GALLIERA

IN BOLOGNA

itA i monumenti più ricchi clic l'arte gentile del Rina-
scimento ha lasciato in Bologna è da annoverarsi la
facciata dell'oratorio di Santa Maria di Galliera dei
padri Filippini. Il tempo a poco a poco ha sfaldate le
splendide sculture che le servono d'ornamento, e ha
fatto deperire la base elegante che l'architetto vi co-
struì ; ma da (pianto rimane se n'ha d'avanzo perchè
si lamentasse l'assoluta mancanza, in cui si rimase fino
ad ora, di notizie sulla costruzione di questo monu-
mento. Sono lieto quindi di poter qui raccogliere il
frutto delle mie ricerche sull'argomento, venendo a
colmare in gran parte la lacuna che si lamentava;
lacuna tanto più sentita in quanto che non manca
chi, all'elegante facciata dell'oratorio dei Filippini,
collega per somiglianza d'esecuzione, qualche altro importante monumento bolognese.

Le prime notizie sull'oratorio rimontano al xiv secolo. Nel 1304 venivano da Piacenza
a Bologna certi frati detti di Santo Spirito, prendendo sede nella località ove poi sorse la
chiesa attuale, loro concessa dal vescovo, che li incaricò di raccogliere e distribuire le
elemosine ai poveri vergognosi. Si fabbricarono quindi i detti frati un oratorio sotto l'in-
vocazione dello Spirito Santo, rimasto aperto al culto fino a quando, venute meno le elemo-
sine, fu soppressa la chiesa.

Nel 1495 una Compagnia detta dei Procuratori dei poveri vergognosi, favorita dai do-
menicani, si riuniva, sotto l'invocazione di San Nicolò di Mira, in un locale sopra la Com-
pagnia di Santa Croce e in seguito trasportava la propria residenza nel locale della Madonna
di Galliera.1

Al 1479 rimonta la ricostruzione dell'oratorio attuale, meno la facciata che, come noterò,
fu ornata parecchi anni dopo.

Così racconta il Nadi nel suo Diario bolognese sotto quell'anno: «De una madona. Re-
chordo ehome chomenzò a fare miracholi una fegura de la madona la chontrada de galiera
in susso el chanton de la piaza de la chiessia de sant'andrea de l'ano 1478 del messe de
novembre e de l'ano 1479 fo chomenzado la soa chiessia a la soa rivirenzia de l'ano 1479

1 G. Guidicini, Cose notabili di Bologna.
loading ...