Archivio storico dell'arte — 6.1893

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tronio, San Domenico, San Benedetto, San Giovanni Battista, l'Annunziata e la figura di
San Francesco. Da una nota del 29 aprile 1449 risulta che Je prime otto ligure furono pa-
gate L. 348, s. 1, d. 3; l'ultima fu pagata L. 67, s. 2, d. 4, come da altra nota anteriore
25 febbraio dello stesso anno.

Ed ora veniamo alla parte che ha dato luogo alle mie ricerche, la facciata dell'o-
ratorio.

Questo splendido esempio d'architettura e scultura è posteriore di qualche poco all'epoca
cui si ascrisse comunemente, poiché non mancò chi credette che rimontasse agli anni della
ricostruzione della chiesa. Lo eseguì M.ro Donato di Gaio da Cernobbio, un nome nuovo
nella storia dell'arte, il che dimostra anche una volta quanta strada gli studiosi debbano
ancor ture, per arrivare a una completa illustrazione dell'arte nostra. Da una preziosissima
lettera sua, ci è dato conoscere i particolari del lavoro che egli lasciò incompleto e la parte,
die è la maggiore, che gli si deve attribuire. Altri documenti ci metteranno sulla strada
per indagare chi fosse il continuatore dell'opera di maestro Donato.

Nelle mie ricerche mi fu dato trovare notizie di Donato anteriori al lavoro di cui par-
liamo. Nel 1493 ferveva l'opera di costruzione della torre dell'orologio che, a giudicare dalle
somme spese, dovette certamente essere innalzata senza risparmi, e il nostro artista vi ese-
guiva lavori di scultura intorno alle finestre superiori verso la piazza.

Nel 1495 era ancora al servizio del Comune e riceveva L. 447.12.9 per avere erette
alcune colonne e fregiati i capitelli e le basi prò pergolariis viridarij positi in palatio
residentie li."" D. Legati M.c9rum Bominorum Antianoram.1

È probabile finalmente sia una persona sola col nostro artista quel M.ro Donato milanese
che riceveva nel 1508 alcune somme per certi lavori architettonici tra porta Mascarella e
porta Galliera e per altri di porta San Felice.2

Donato da Cernobbio incominciò il lavoro della facciata dell'oratorio dei padri Filippini
nel 1510. Se egli seguisse un disegno proprio o d'altri, nella linissima esecuzione, non è
veramente dato conoscere; ma paruri che il merito del nostro artista non abbia a scapitarne,
nel dubbio. Nell'elegante monumento di cui parliamo, si ammira sopratutto la parte orna-
mentale che ne ò del resto la caratteristica; questa ben di raro veniva stabilita a priori
dall'architetto, ma si eseguiva invece interamente dallo scultore che in ciò seguiva la propria
fantasia e il proprio gusto. E gli ornati dell'oratorio dei Filippini ci rivelano appunto lo
scultore eccellente che sa ricavare dalla pietra effetti meravigliosi di elegante finezza. A
precisare poi le parti eseguite dal nostro artista, meglio varrà la sua lettera che riporto
più sotto.

M.ro Donato eseguiva contemporaneamente al detto lavoro altre opere per gli stessi frati
di San Filippo; tali i capitelli del cortile et altre opere die lì sono; una seconda porta in-
tagliata, più alcune mensole e pietre da fuoco. Per messer Battista dal Pozzo, mandatario
della confraternita, intagliava dot camini, fatti in caxa sua, uno francescho et laltro grande
in (a sala, il suo stemma sulla sua bottega e altre pietre da fuoco.

Con tanti lavori per Je mani non fa meraviglia che la facciata proseguisse lentamente :
e (piando, dopo due anni, l'artista cadde ammalato di un'infermità che doveva costringerlo
all'inazione per lunghi anni, lasciando imperfetta quel lavoro al cui compimento teneva
tanto, egli dovette provare doppio dolore. Non avendo la sua lettera datazione di luogo, non
possiam dire con sicurezza dov'egli si ritirasse a passare i sei lunghi anni d'infermità che
lo aveva tormentato e lo tormentava tuttora quando la scriveva, ma è assai probabile che
fosse a Cernobbio.

Dopo otto anni da che l'oratorio dei Filippini aveva incominciato ad arricchirsi delle
line sculture di M.ro Donato, questi, non ancor del tutto ricempensato dell'opera eseguita,

1 Arch. di Stato di Bologna. - Comunale. Mandati 1489-97 a carte 285 t., c. 292 r., c. 3331.

2 Id. id. 1508, c. 238 r. e t., e 243 r.
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