Archivio storico dell'arte — 6.1893

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LUIGI CAPPONI DA MILANO

SCULTORE

k maràvigliosa quantità di monumenti sepolcrali, d'al-
tari, di tabernacoli scolpiti nelle chiese di Roma nella
seconda metà del secolo xv e ne' primi anni del succes-
sivo, apparteneva, fino a qualche anno a questa parte,
quasi tutta ad autori anonimi, e un mistero che pareva
impenetrabile ne avvolgeva la storia. Solo da poco tempo
qualche raggio di luce è incominciato, qua e là, ad en-
trare in quel buio, e si distinguono a poco a poco le opere
di scultori che hanno già un posto nella storia dell'arte, e
accanto a quelli appariscono figure nuove d'artisti ignoti,
quali Andrea Bregno e Giovanni Dalmata, risuscitati per
opera di due egregi tedeschi, lo Tschudi e lo Schmarsovv.
Purtroppo il buio è ancora denso, e avvolge parecchie
delle opere più pregevoli e di cui più importerebbe conoscer gli autori; ma è da sperare
che gli archivi non ci saranno sempre così avari di notizie come per lo passato, e che sosti-
tuiranno a poco a poco il silenzio della storia. Intanto ecco un nuovo scultore che viene a
prendere il suo posto fra gli altri, e a rivendicare parecchie opere o anonime o attribuite
capricciosamente ad altri scultori.

Il nome di Luigi di Pietro Capponi, da Milano, era già registrato negli A ti isti lombardi
del Bertolotti (II, 285) a proposito del rogito pel monumento Brasati nella chiesa di San Cle-
mente; del qual documento, da esso accennato, vedi appresso il testo. (Documenti, n. 1). Il
procuratore di Florio Roverella stipulava co' maestri Giacomo di Domenico della Pietra, da
Carrara, e Luigi di Pietro Capponi da Milano, abitanti nel rione Pigna, l'erezione di un
monumento a Giovan Francesco Brasati di Ycrona, arcivescovo di Nicosia, nepote, da parte
di sorella, di Florio e del card. Bartolomeo Roverella, di cui il ricco monumento sorge
allato a quello del nepote: il monumento doveva esser compiuto entro quattro mesi che
scadevano cogli 8 novembre del 1485, pel prezzo di sessanta ducati di Camera. Abbiamo
nel contratto un particolare curioso ; che cioè esso doveva essere eseguito secondo il disegno
di cui la metà esisteva presso il detto procuratore, l'altra metà presso i due artisti. Questa
cautela del rompere a mezzo il disegno non fa testimonianza troppo favorevole della buona
fede del buon tempo antico.

Il sepolcro dell'arcivescovo di Mcosia, che esiste ancora nella chiesa di San Clemente,
è un monumento, pei' così dire, di seconda classe; quelli di prima classe, per non parlar
de' papali, posati in terra sopra un gran basamento e sorgenti a grande altezza, erano riser-

Archivio storico dell'Arte - Anno VI, Fasi1. II.

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