Archivio storico dell'arte — 6.1893

Seite: 92
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D. GNOLI

angolo retto ripiega verso le narici, formando presso a poco un quadrato; tutta la parte
superiore della testa, dalla punta del naso alla sommità della fronte, è assai scarsa, e disegna
una linea retta fortemente pendente indietro. La grandezza e la linea orizzontale della
mandibola inferiore, che ha per solito una forte prominenza nell'angolo sotto l'orecchia, dà
alle sue ligure di profilo un carattere uniforme e da non potersi confondere con quelle di
altri scultori. Nel paliotto di San Gregorio è da considerare che le storie sono assai piccole
(ciascuna ha una larghezza di cent. 50.05), e quindi non è da paragonare l'esecuzione di
queste figure con quella dei lavori precedenti. Nelle figure di profilo, che tutte più o meno

UNA DELLE STORIE DEL PALIOTTO DI SAN GREGORIO

(Fotografia de' fratelli Alinari).

hanno la testa del San Leone, sono vuote le spalle, vuoto il dorso, e nelle erette son vuoti
i fianchi. Già nel marmo del Battistero Lateranense è notevole nelle due figure il diverso
modo di trattare le pieghe; nel San Giovanni prolungate e regolari, nel San Leone più mosse
e spezzate: questa seconda maniera prevale nei bassorilievi di San Gregorio, dove, appena
libere dalle forme del corpo, tendono a muoversi in onde spesse e sottili: più fortemente
ondeggiano le vesti degli angeli che sollevano le anime al cielo. Le figure vedute di faccia
sono meglio proporzionate: il San Sebastiano è un nudo un po' liscio ma nobile, elegante,
e bello ugualmente è il San Rocco. Le teste riproducono ne' lineamenti e nella lunga e riccia
capigliatura quelle del San Giovanni della Consolazione e del Battistero. Il cielo è sparso
di piccole striscie di nuvolette, quali appunto si ritrovano nel Crocefisso della Consolazione,
e perfino nel frontespizio o frontone della cornice. Le storie sono ben composte, vive, devote,
e coll'elegante cornice architettonica che le inquadra formano un insieme piacevole e ori-
ginale, di cui in Roma non è altro esempio.
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