Archivio storico dell'arte — 6.1893

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C. DE FABRICZY

n) Entrano in questa serie anche i tre volumi di disegni delle rovine di Roma nella
Biblioteca del Museo artistico-industriale a Berlino, provenienti dalle collezioni di Ipp. Destail-
leurs e composti di 120 fogli di un architetto francese il (piale, circa al 1550, rilevò molto
distesamente e con grande accuratezza le principali vestigia di edilizi antichi in Roma
(aggiungendo parecchi monumenti moderni, come sarebbero San Pietro in Vaticano ed in
Montorio, Sant'Eligio, i palazzi Farnese, Regis ed altri), e che li riprodusse senza alcuna aggiunta
di restituzione o ricostruzione da parte sua. Di speciale importanza sono le piante e spaccati
delle varie terme, ma non vi mancano neppure tempi, archi trionfali, monumenti sepolcrali
e via dicendo. L'autore non fa nessun conto di vedute pittoresche: il suo interesse si con-
centra esclusivamente sull'architettura, ed in questa particolarmente sulla composizione
spaziale (Raumgestaltung), e non alle aggiunte di indole decorativa (cfr. P. Jessen, Aus der
Anomia, Archaeolog. Beitrage, Berlin, 1890, p. 114 seg.).

o) In fine sarebbe qui da rammentare il taccuino di Salvestro Peruzzi (ancora in vita
nel 1571), figlio di Baldassarre. Originalmente custodito nella Biblioteca della Galleria degli
Uffizi a Firenze sotto il n. 204, esso nel riordinamento del Gabinetto dei disegni e delle
stampe di quella Galleria gli fu incorporato ed ivi sciolto nei singoli suoi fogli. Era formato
di più di sessanta fogli (oggi portano i numeri 635 a 097 dell'inventario di quella raccolta),
per lo più di disegni a penna, che rappresentano per la maggior parte rilievi di vari monu-
menti antichi di Roma, dei suoi dintorni, ma anche-di altre città (Aquino, Pozzuoli, Pa-
lermo, Assisi, Ravenna, Brescia), sì piante, alzati, spaccati, come dettagli. Ci si incontrano
tempi, terme, anfiteatri, circhi, archi trionfali, basiliche, fontane, sepolcri, obelischi, ville
e porti (Ostia). Alcuni dei disegni riproducono monumenti medioevali (Battistero Lateranense,
Santa Maria d'Aracoeli e Scala Coeli, Sant'Adriano, San Biagio della Pagnotta), e dell'epoca
del Rinascimento (San Lorenzo e l'Oratorio degli Angeli del Brunelleschi, Sant'Eligio degli
Orefici di Raffaello); altri raffigurano progetti per chiese e conventi dell'autore stesso, che vi
ha anche disegnato parecchie piante topografiche di una parte di Roma, del Foro Romano
e Foro Doario. Al nostro taccuino spetta la breve notizia del l)r Matz, nelle Nachrichten
do' K. Gesellschaft d. Wissenschaften in Góttingen, anno 1872, p. 60.

2. Raccolte archeologiche.

La serie di documenti di quest'ordine, sia per riguardo all'epoca della sua origine, sia
per ragione del suo valore, verrebbe a esser cominciata con quella raccolta di disegni che
Ulisse Aldrovandi sul principio dell'anno 1550 esegui di tutte le statue antiche di Roma
che potè vedere, per farne corredo alla nota sua descrizione di esse, come ci venne
rivelato per una sua lettera diretta al suo fratello, e testò ritrovata (cfr. A. Michaelis, nel-
VAnnuario dell'Istituto arcìieol. germanico, t. VI (1891), p. 125, e H. L. Urlichs, nel Bui-
lettino dell'Istituto arcìieol. germanico, sez. romana, 1891, p. 250). Se non che i fogli preziosi
sono andati perduti o almeno fin oggi non si son potuti rinvenire.

a) Allo stesso tempo dell'Aldrovandi, forse anche qualche anno prima, perchè secondo
il Vasari (VI, 584) il loro autore bentosto dopo il 1550 ritornò nella sua patria, Venezia, e
non se ne allontanò più, ebbero origine le Contraffazioni di Battista Franco, conservate
nella R, Biblioteca di Torino. Secondo le notizie di cui andiamo debitori alla cortesia del
chiarissimo dottor Huelsen, esse, su un gran numero di fogli oggi staccati, ma che una volta
formavano un libro, contengono una serie cospicua di copie dagli affreschi e da altre opere
di Raffaello e Michelangelo, ed inoltre molte copie, molti schizzi e rilievi da opere scultorie
dell'antichità, specialmente sarcofagi, ma anche statue. Di architetture non vi si trova che
pochissimo (particolari del tempio di Nettuno in piazza di Pietra; schizzo di un tempio
rotondo nello stile del Rinascimento, che ha qualche somiglianza con Sant'Andrea al Quiri-
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