Archivio storico dell'arte — 6.1893

Seite: 114
DOI Heft: 10.11588/diglit.18092.11
DOI Artikel: 10.11588/diglit.18092.15
DOI Seite: 10.11588/diglit.18092#0152
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1893/0152
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
0.5
1 cm
facsimile
114

C. DE FABRICZY

b) Poco più tardi dei disegni dell' Heemskerck ebbero origine i fogli, raffiguranti anti-
chità romane, di un volume miscellaneo di disegni nel Museo di Basilea (segn. U. 4). Essi
di certo furono eseguiti tra il 1536 e 1549, e probabilmente negli anni 1538-1540. Su
24 fogli vi si trovano raffigurate da una sola mano, in disegno a penna lavato a bistro,
numerose sculture romane, sì rilievi, che statue, la cui maggior parte si può identificare
nel numero di quelle che ci siano pervenute. Vi sono pure due fogli con copie di pitture
moderne, l'uno di essi disegnato da altra mano, contenente alcune delle composizioni della
vòlta nella cappella Sistina, L'esecuzione dei disegni in questione, manierata e in guisa
di schizzi leggieri, non può paragonarsi, riguardo al valore artistico ed alla fedeltà, ai
disegni dell'Heemskerck. Giudicando dalle leggende su parecchi fogli, l'autore del nostro
libro era fiammingo; forse egli fu Lamberto Lombard (1505-1566) di Liège, che soggiornò
a Roma nel 1538-1540. Come si può inferire da una delle leggende, pare ch'egli abbia
eseguiti i suoi schizzi per un suo compagno, il (piale pure, prima di lui, ne aveva rilevati
di simili a Roma. Per più particolari vedi A. Michaelis, nel Jahrbuch d. K. deutschen arch.
histit,tts, t. VII (1892), p. 83-89. 1

e) Agli anni 1563-1566 (come si ricava dalle date aggiunte ad alcuni fra i suoi disegni)
appartiene un taccuino di 40 fogli in formato 4°, il (piale dal possesso di C. Corvisieri a
Poma per mezzo di compra passò in quello della P. Biblioteca di Berlino (libri pict. A, 61, n.).
Porta l'intestazione falsa, in (pianto riguarda la persona del suo autore: « Memorie di Fra
Bartolomeo detta Por/a frate di S. Marco, corate di diversi luoghi in Roma e fuori di Roma
detti Imperatori antichi ». Anzi, ehi lo compilò dev'essere stato un frate del medesimo con-
vento e dello stesso nome del celebre pittore fiorentino, però - -come s'inferisce dalle date
sopra riportate — posteriore ad esso di circa un mezzo secolo. Del resto, della sua per-
sona nulla si sa di più. Il suo taccuino, oltre un certo numero di collettanee epigrafiche,
contiene disegni di animali, di paesaggi e villaggi ed anche di alcuni monumenti antichi,
fra i quali, però, non si trova nulla di grand1 importanza, (v. su di esso 1. Matz nelle
Nachrichten von der K. Gesellschaft de)- Wissenschaften in Gòttingen, anno 1872, p. 57, ed
il Carpir* Tnscriptionum Latinarum, t. X, parte I, p. 572.

d) Fra gli anni 1563 e 156!) ebbero anche origine i rilievi, per lo più pittoreschi,
di monumenti di Poma, eseguiti dall'architetto e scultore Giovali Aut. Posio (1533-1575 ?)
per conto di G. B. de' Cavalieri, il quale li incise in rame e li pubblicò nella nota sua
opera: «Urbis Romae aedifteiorum illustrium quae supersunt reliquiae, Pomae, 156!) » (la
data del 1563 si trova in uno dei disegni originali del Dosio). Ora i singoli fogli che origi-
nalmente formavano un taccuino, attaccati a cartoni, si custodiscono nel Gabinetto delle
stampe e dei disegni negli Uffizi, sotto i n. 2502-2583 dell'inventario. Essi sorpassano
dunque di ventidue fogli le cinquanta stampe pubblicate dal De' Cavalieri, anche se si
sottraggano dieci disegni eseguiti da altra mano (Du Pérac ?). Sono per la maggior parte
disegni a penna fatti con grande cura, parecchi (particolarmente le vedute) anche soltanto
a guisa di schizzi leggieri; i disegni architettonici per lo più lavati col bistro o coli'inchio-
stro di China, alcuni eseguiti con matita rossa, altri col toccalapis. Vi sono raffigurati i
più noti tempi e mine di tempi, archi e colonne trionfali, terme, anfiteatri, sepolcri e
ponti di Roma antica; di prospettive di maggior estensione vi si trovano due vedute del
Foro, una dell'Isola di S. Bartolomeo, una del Monte Celio ed una del Borgo Nuovo visto
verso Castel Sant'Angelo. Di edilizi moderni non vi riscontriamo che tre fogli: l'antica ba-

1 Due fogli di Melchiorre Lorcii (1527-86) da Flens-
burgo con schizzi di statue e studi dal nudo, disegnati
nel 1551 a Roma (un terzo foglio, disegnato nel 1859 a
Costantinopoli, rappresentava una parto della colonna
istoriata di Arcadio), furono venduti nel maggio 1890
cogli altri tesori della raccolta W. Micheli. I loro at-

tuali possessori non si conoscono. Erano disegni a penna,
lavati più o meno a bistro, che traevano la loro origine
dagli stessi interessi artistici che quelli dell'Heemskerck,
ai quali si uguagliavano in quanto riguarda la loro fe-
deltà, non però il merito artistico (v. Michaelis, 1. e,
pag. 89).
loading ...