Archivio storico dell'arte — 6.1893

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120 C. DE FABRICZY

villaggio su una montagna, il n. 226 quella di una città situata sulla vetta di una collina
coperta di uliveti, il n. 227 pure una città in alto con a destra un gran convento fian-
cheggiato da alto campanile e con parecchie torri gentilizie spiccanti dalla massa delle
case. 1 due primi numeri sembrano riprodurre località delle montagne Sabine, l'ultimo ha
qualche somiglianza nel sito e nel contorno colla città di S. Gimignano. Del resto questi
tre disegni ci paiono dal punto di vista pittorico-artistico i più riusciti fra quanti ne con-
tiene il nostro taccuino.

fol. <S7, n. 22D, a. 20.."), 1. 2S.4. Eseguito nella maniera dei tre disegni precedenti, però
da mano meno sperimentata e sicura; segnato nell'angolo di sopra a destra « Sant Domenike
te milaenen » (S. Domenico a Milano). E una veduta presa dall'odierno Corso Magenta
verso ovest, dalla parte posteriore di S. Maria delle Grazie, raffigurante il coro colla sua
cupola (tiburio) aggiunti alla vecchia chiesa di stile gotico, il primo dal Bramante nel
1492-1499, la seconda dopo la sua partenza per Roma da qualche suo allievo di poco talento.
Lo stato attuale «Iella chiesa corrisponde ancora alle indicazioni del nostro disegno: si ri-
leva da esso come il campanile che oggidì si vede innalzarsi rozzamente a destra del coro,
risalga al secolo XVI. Le case che si vedono addossate all'abside della chiesa vennero de-
molite or sono venti anni, e da poco tempo l'abside si vede interamente isolata in seguito
all'apertura di una nuova strada (die sbocca accanto ad essa sul Corso Magenta. Quanto
riguarda L'esecuzione materiale del nostro disegno, essa tradisci1 la mano di un principiante:
la prospettiva lascia molto a desiderar!1, le proporzioni non corrispondono alla realtà, anzi
sono troppo tirate in largo. Ma tutti i dettagli sono resi con estrema minutezza, perfino
negli scudi d'arme nei medaglioni dello zoccolo, e nei busti di santi e sante, protettori degli
Sforza, in quelli del piano superiore.

Sul tergo del n. 22'.) si vede raffigurato in disegno a penna rozzamente schizzato da
un'altra mano, un castello fantastico in rovina su alta collina cinta da un fiume.

fol. 88, n. 280, a. 20.7, 1. 28.5. Disegno a penna eseguito come il n. 220 e portante
nell'angolo destro di sopra nella scrittura delle leggende degli altri fogli l'indicazione:
« Sant Just te Lions ». È una veduta del sobborgo di S. Giusto a Lione, sulla riva destra
della Saone, presa dall'alto. Sul verso del foglio c'è la veduta di un borgo circondato da
muro, eseguita nella medesima maniera del disegno sul recto; pare esservi raffigurato lo
stesso sobborgo di Lione, preso però dal lato opposto.

fol. .ss, n. 281, a. 1!).5, I. 27.5. Schizzo a penna disegnato COD tocco più robusto dei
precedenti numeri, e raffigurante una parte delle rovine del Colosseo, vedute dal lato me-
ridionale, forse dai ruderi del cosiddetto tempio di Claudio nel giardino di S. Giovanni e
Paolo sul Monte Celio. Il muro di esteriore recinto del monumento è rappresentato in spac-
cato, sicché non si vedono gli ordini dei pilastri del suo lato esteriore. Nell'angolo inferiore
a destra si vede raffigurata una chiesetta a una sola nave con sproni sporgenti dal suo
muro laterale e con frontispizio basso. Sarebbe la chiesa di San Giacomo del Colosseo, situata
all'angolo della via Labicana e via de' Quattro Coronati, e demolita nel 1815 (v. Armel-
lini, Le Chiese di Lorna, 2a ediz., p. 140).

fol. 89, n. 282, a. 20, 1. 28.5. Disegno a penna, nella maniera dei n. 220 e 230. Nel-
l'angolo destro superiore si legge: « Sant vaelee (?) Dolfiline ». Pare, dunque, che si tratti
di una regione del Delfmato (Dauphiné), per la quale l'autore del nostro taccuino sarebbe
passato nel suo viaggio a Roma. È un paesaggio montagnoso solcato da un fiume sulla
cui riva si vede un piccolo borgo cinto da muri, al quale dal piano davanti conduce
una strada (cfr. quanto dei n. 220, 230 e 232 si è detto più addietro nella introduzione
al presente catalogo).

fol. 89, n. 233, a. 19.4, 1. 27.5. Disegno a penna eseguito affatto nella maniera del
n. 215 (v. quanto abbiamo notato su questo più sopra). Il mezzo del nostro foglio è occu-
pato dal gruppo delle due chiese San Celso e S. Maria presso San Celso a Milano, rilevate da
un punto nelle vicinanze di porta San Celso. A sinistra e a destra vi si aggiungono gruppi
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