Archivio storico dell'arte — 6.1893

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C. DE FABRICZY

A destra de'Santi Cosmo e Damiano seguono le rovine della basilica di Costantino coi loro tre
archi a botte cassettati, che occupano tutto lo spazio fin alla metà del foglio. Fra il primo
e il secondo arco si scorge ancora, attaccata al loro pilone, la grande colonna corinzia, la
(piale poi da Paolo V fu traslocata davanti a S. Maria Maggiore. Tutto il lato destro del
nostro foglio è nel primo piano occupato da, due muri di recinto, uno sopra l'altro, appar-
tenenti senza dubbio agli Orti Farnesiani. Sopra essi si vede emergere il campanile di
S. Francesca Romana e il frontispizio della sua antica facciata distrutta nel 1615 da Paolo Y,
e a destra il Colosseo. Fra la basilica di Costantino e il campanile di Santa Francesca si scorge,
noi piano di dietro, un'alta torre medioevale, la quale non siamo riusciti a identificare.

fol. 90, n. 235, a. 19.5, 1. 28. Disegno a penna, a tocco più forte, eseguito con gran
bravura. Pappresenta un motivo pittoresco preso da rovine antiche (terme?), che però in
mancanza di ogni segno distintivo non possono essere riconosciute.

fol. 91, n. 237, a, 17, 1. 27.8. Disegno a penna fatto nella maniera dei n. 233 e 234,
e poi nel piano davanti, lavato a, bistro. In quest'ultimo è rappresentata una collina con
diversi edifizi sopra; nel piano di mezzo si vede, pure su un colle, una chiesa spaziosa
con tiburio quadrato a due piani sormontato da tetto a padiglione e lanterna. Soggetto
sconosciuto.

fol. 91, n. 2:58, a. 15, I. 26.4. Disegno a penna, trattato nella maniera dei n. 225-227
e raffigurante pure la veduta di una città italiana, situata molto pittorescamente sulle rive
d'un fiume.

fol. 92, n. 23!), a. 17, 1. 27.5. Disegno eseguito come il procedente, con grande sicu-
rezza nel tocco, ma un po'più a guisa di schizzo. Lato sinistro: gruppo di fabbriche che
si stendono sulla pendice d'un colle sassoso, fra esse una chiesa con bel campanile.
Lato destro: gola profonda, al di là di essa si erge un balzo di sassi, bagnato al suo piede
da un ruscello.

fol. 92, n. 240, a. 17.2, 1. 27.8. Disegno a penna nella maniera del n. 239. Yeduta di
parte del Foro e del colle Capitolino, presa dall'angolo settentrionale degli Orti Farnesiani,
sopra, la chiesa di Santa Maria Liberatrice. Nel primo piano a sinistra l'artista ha tracciato
alcuni avanzi delle volte del cosiddetto palazzo Liberiano, per fissar così il suo punto di
vista. Nel mezzo del foglio vediamo, nel piano di mezzo, le tre colonne del tempio di Ca-
store e Polluce, più indietro a sinistra la colonnata del tempio di Saturno, a destra le tre
colonne di quello di Vespasiano, la colonna di Foca e Parco di Settimio Severo di nuovo
mezzo sepolto in terra, benché all'occasione dell1 entrata di Carlo A' nel 1530 fosse stato
intieramente scavato. 11 suo attico è sgombrato dalle costruzioni erettevi sopra nel Medio
Evo (avanzi di esse si vedono, però, ancora sulla tavola rispettiva della ben nota raccolta
del Du Pérac, compilata già verso la metà del Cinquecento, quantunque non fosse pub-
blicata che nel 1575). La metà sinistra dell'arco Settimiauo si nasconde dietro un alto
edifizio collocato dinanzi ad esso verso la colonna di Foca. Si potrebbe credere che il nostro
disegnatore in questo abbia voluto raffigurare l'antica basilica dei Santi Sergio e Bacco; si-
tuata appunto in questo luogo, essa era addossata all'arco di Severo e rivolta colla facciata
verso il Foro. (Lo stesso edilizio si vede anche in alcuni dei disegni dell'Heemskerck.
Cfr. Huelsen, Veduet del Foro Romano, nel Bullett. ordì, coni., 1888, p. 155, e Michaelis, nel-
PAnnuario dell'Isti!, archeol., 1891, pag. 135 (I, 6r. II, 12, 50v. 56, 79). La quale chiesa il
nostro artista, benché fosse distrutta sotto Pio IV (1559-1565), ben aveva ancora potuto
vedere in piedi, poiché, come vedremo subito, non è escluso die questo suo disegno fosse
eseguito già nel 1565. Attigua alla destra dell'arco di Severo si presenta la facciata di
S. Giuseppe de' Falegnami colla scala a due ale conducente alla sua porta e nel cui muro
anteriore è l'entrata dalla cappella di S. Pietro in Carcere sottoposta alla chiesa. La facciata
è quella antica, a muro con frontispizio poco erto, della chiesa di S. Giuseppe presso Mar-
forio, nella quale dal 1540 in poi la confraternita de' falegnami ebbe la sua residenza e che
nel 1590 fece anche erigere la chiesa attuale dall'architetto milanese G. B. Montano (v. Ber-
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