Archivio storico dell'arte — 6.1893

Seite: 160
DOI Heft: 10.11588/diglit.18092.20
DOI Artikel: 10.11588/diglit.18092.21
DOI Seite: 10.11588/diglit.18092#0198
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1893/0198
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
0.5
1 cm
facsimile
160

IGINO BENVENUTO SUPINO

IV.

Sino ad ora, come abbiam visto, si è sempre parlato di sedie che avrebbero dovuto
andare o per le navi della chiesa fra le colonne, o nel coro della sagrestia, o anche in
quello del duomo, Ma air ornamento vero e proprio, o meglio alle spalliere del nuovo coro,
non si pensa che nel 1471, quando per la prima volta si dà incarico ai Pontelli di fare
una sedia per saggio del loro lavoro per iiiosii-o del coro, e ad altri artisti poi si chiede di
far dei saggi per stabilire da quelli, ove piacessero, se affidar o no ad essi l'incarico.

È soltanto però nel 1491, che si cominciano i fondamenti della nuova sagrestia, ed è
soltanto nel 1494 che si dà principio ai lavori per il coro, il quale 4 anni dopo, nel 1498,
è già quasi al suo termine \

Nel 1486, poi, il 4 di settembre, m.° Cristofano d'Andrea daLendinara e m.° Jacopo da
Villa « che aranno a ffare il coro di duomo » fanno una sedia per mostra e « su 'n quella,
piacendo, s'à a fare il mercato ». 2 Ma risulta dai libri di amministrazione, che la sedia fu
finita invece nel novembre dell'anno successivo solo da Cristofano d'Andrea da Lendinara, il
(piale è chiamato addirittura « maestro del coro di duomo ». 3 Ma nemmeno a lui, come
non avanti al Pontelli, quest'incarico è affidato: prima però di venire a parlare di maestro
Michele, cui fu allogato I' ornamento del nuovo coro, non sarà male intrattenerci sui due
maestri d'intaglio e di tarsia, clic il Vasari dimentica fra coloro che lavorarono in Pisa, e
dei (piali il Milanesi per il primo ci dette notizia: Francesco di Giovanni da Firenze e Baccio
di Fino Pontelli.

V.

Francesco di Giovanni di Matteo 4 da Firenze, detto il Francione, legnaiuolo, persona
ingegnosa, il (piale similmente attendeva agl'intagli di legno e alla prospettiva ed era anche
architetto, lo troviamo a lavorare per la Primaziale pisana sino dal 1462, dopo cioè che
Leonardo di Checco da Marti da Lucca, maestro di legname e di tarsia, lasciò in tronco il
lavoro del sopracielo, che doveva fare al coro del duomo e che aveva a essere « di quadri
scorniciati in mezzo, con l'ose di rilievo d'oro e campo azzurro line, stellato di stelle d'oro »,
e per il quale s'ebbe il 3 di gennaio di quell'anno lire 21 e soldi 8 in fiorini larghi « sono
per caparra ». 5

Nei registri ove è segnata questa partita è scritto di mano dell'operaio in calce: Maestro
morto. E infatti nel 1402 si ha un'altra partita intestata agli eredi di maestro Leonardo, e
per loro a Jacopo da Villa maestro di tarsia, di fiorini 8 larghi « per parte di loro lavori
del sopracielo di duomo ». Fu dunque per seguitare il lavoro cominciato da Leonardo che
fu chiamato da Firenze maestro Francesco di Giovanni, il quale aiutato nel lavorare i quadri
da maestro Giglio Francoso,6 sembra ponesse termine al lavoro nel 1466, per il che riscuote

1 « MCCCLXXXXVI1I a dì ultimo di giugno: a Gio-
vanni Antonio e chompagni, iscarpcllini do Charrara
lire eiento tre e soldi X, avuto in più partite, da di (> di
maggio 149G a tutto di S d'oghosto 1498, chome appare
al quaderno dell'operaio..... sono per fattuia di brac-

cia 34 Y2 di davansali di marmo intagliati, si feciono
per menttere in siile isponde del choro di duomo per
lire tre il braccio d'aechordo con loro ». (Arch. del Ca-
pitolo, filza 1), Entrata e Uscita, p. 84'.

- Arch. dell'Opera. Creditori e Debitori Eosso A.,
p. 217*.

n Arch. dell'Opera. Entrata e Uscita, 77, p. 82.

4 11 Milanesi ci dice che si chiamava Francesco di
Giov. di Francesco. Nel libro di Entrata e Uscita del-
l'Opera segnato n. 57 leggiamo a p. 70: « A Giampie-
tro Chorrieri.... ae auto, a di 20 di novembre 14G5,
soldi 32, per cientti otto legni di chastagno presi per
lo sopraccielli si fanno in duomo sotto i tetti : li fa
m° Giovanni di m° Matteo ».

5 Arch. dell'Opera. Entrata e Uscita, 58, p. 72 e
Debitori e Creditori Rosso A, p. 32*.

6 Arch. dell'Opera. Ricordanze, 1, p. 54.
loading ...