Archivio storico dell'arte — 6.1893

Seite: 163
DOI Heft: 10.11588/diglit.18092.20
DOI Artikel: 10.11588/diglit.18092.21
DOI Seite: 10.11588/diglit.18092#0201
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1893/0201
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
0.5
1 cm
facsimile
T MAESTRI D'INTAGLIO E DI TARSIA IN LEGNO

163

« E più il frontispisio lavorato di mura alla faccia di marmo coli' arme in mezzo rin-
piente, come richiede ditta cappella.

« E più un'arme sul canto di ditta cappella di verso il duomo.

« E più i palchi del coro e della nave fatto a quadri intagliati Lene e diligientemente
a nostro piacimento, cioè bianchi senza dipintura.

« E più i palchi delle sagrestie lavorati bene, e stagliati a nostri -piacimento.

« E denno avere, avendo a ffare loro i fondamenti di ditta cappella, fiorini millequat-
trocento larghi e lire cento, sieonrlo parrà a Llionardo Vernagallo, che gli abbino servito in

LA FEDE di Baccio Portelli
(Dalla sedia fatta per mostra «lei coro nella quale erano tre ligure di prospettiva: Fede, Speranza e Carità).

detti lavori, cioè le lire cento, e avendo a fare i fondamenti, noi se n'à a sbattere per quat-
trocento ventotto ».1

E di Francesco di Giovanni da Firenze non si hanno altre notizie.

YI.

Di Baccio e Piero di Fino Pontelli, i più abili artisti che dopo il Da Maiano, a giu-
dicarli almeno dai lavori che ci rimangono, abbiano lavorato alle sedie per la nostra Pri-

1 Arch. Capitolare, filza M, p. 471.
loading ...