Archivio storico dell'arte — 6.1893

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I MAESTRI D'INTAGLIO E DI TARSIA IN LEGNO

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il dì 18 d'aprile 1477, e s'ebbero i nostri artisti lire quattrocento, « e sono per fattura e
aghuti e tarsie e cholla e altre spese fatte come di patto ».1 Muore in questo frattempo il
padre loro, e Baccio ha dall'Opera lire 2 e soldi 15, «che ne chonprò candeli per farli
onore Si recò quindi egli a Firenze, ma per poco, clic aveva preso a fare il coro dell'In-
coronata « lavoro a quadri con cornice e fregio »; il quale coro, cominciato a lavorare a
dì 17 di giugno 1477, fu finito a dì 31 di maggio 1478: quarantacinque quadri, di braccia
quaranta in tutto.3 Piero sembra che dopo questo lavoro si recasse a Urbino, forse senza
il fratello, perchè una partita segna « fiorini uno largo che portò lo cognato quando andò a
Urbino per parlare a Piero Puntelli »,4 e diciamo forse, perchè a Bartolomeo solo rimangono
intestate altre partite; l'ultima delle quali, del 27 aprile del 1479; «per cinque quarti di
farina si paghonno per la moglie, quand'egli era a Urbino ».5

tu.

Insieme con quello dei Pontelli, son ricordati nei libri di amministrazione dell'Opera
i nomi di maestro Michele Spagnuolo e di Giovanni, il maggiore de' figli suoi, i (piali noi
troviamo a lavorare con loro e a quelle sedie per gli uomini, che dovevano andare dirim-
petto al pergamo, e al coro della Incoronata. Questo maestro Michele par certo da Firenze
venisse a Pisa coi Pontelli, ed entrato ormai al servizio dell'Opera; vi restò anche dopo
la loro partenza, non solo seguitando a esercitarvi l'arte dell'intaglio e della tarsia, ma
lavorando anche di legnaiuolo per tutte le occorrenze della chiesa. Di lui intanto abbiamo
già dato notizia a proposito delle fodere lavorate alle spalliere delle sedie per le donne, le
quali, se ben ricorda il lettore, doveva fare «a tutte spese dell'Opera e lini a esser pagliato
del maistero ». Ma anche avanti, e precisamente nel febbraio del 1477, lo troviamo insieme
con Giuliano di Grasia a fare un leggìo per il duomo, da portarsi dove s'avesse a dire
l'ufficio, leggìo che costa lire 43 e soldi 7. 6 L'anno successivo, e precisamente ai 19 di luglio
gli sono date a fare le sedie per il coro, le quali dovevan essere lavorate come la sedia dei
Priori, 7 il 10 ottobre dello stesso anno lavora a una spalliera eguale a quella fatta sotto
la scala per dove si va agli organi,8 e nel febbraio seguente (1478, stile pisano) fa un'altra
sedia in duomo « sopra il choro dietro all'altare di San Giovanni Evangelista, dal lato di
dove s'entra in duomo, nel modo sono quelle 3 à d'atto dalla banda verso l'Opera; la
qual sedia fu finita il 15 d'aprile 1479». Nello stesso anno fa quella per l'altare de' Mo-
ricotti « nel modo è quella gli è allato di verso l'altare maggiore » e lavora « a una fodera
fatta alla sedia, che à ffatto Giuliano da Fucecchio allato al pervio».9 Nel 1483 deve
avere lire quaranta per una sedia all'altare di San Panieri, sul canto che volta verso
l'altare de'Galletti ; 10 e nell'anno successivo termina quella, che doveva, stare di fianco
all'altare di San Guido. Nel 1485 io troviamo a lavorare alla sedia « si fa pe' chalonaci »,
per la quale fa i disegni Leonardo del Troncia, pittore fiorentino, e nel 1489 riceve lire 97
e soldi 8 «sono per parte del coro fa dirieto all'altare magiore in duomo», per il qual
lavoro gli sono pagate nel 1494 « lire dugiento quarantadue e soldi 13 e denari quattro,
e ssono per valuta di braccia diciasette e uno terso di sedie ci fe' dirieto all'altare mag-
giore, apogiate allo inbasamento della sagrestia, a lire quatordici il braccio, a tutto suoi ispese,
di legniami e di tutto, il quale merchato fe' infino a tempo di messer Antonio, chome appare

1 Arch. del Capitolo, filza M. Libro Rosso.

- Arch. del Capitolo, filza D. Ricordanze, p. 46.

3 Arch. del Capitolo, filza il/. Libro Rosso, e Tanfani,
Provincia di Firn, n. 74.

4 Arch. del Capitolo, filza D. Ricordanze, p. 78.
1 Arch. del Capitolo, filza D. Ricordanze, p. 99.
G Arch. del Capitolo, filza D. Ricordanze, p. 46.

7 Arch. del Capitolo, filza B. Ricordanze, p. 66'.

8 Arch. del Capitolo, filza D. Ricordanze, p. 74.

9 Arch. del Capitolo, p. 93'. Il legno per tutti questi
lavori e i chalsuoli e le cornice morte erano date a
maestro Michele da Jacopo dotto il Besso, che apparisce
dai libri dell'Opera legnaiuolo e maestro di tarsie.

10 Arch. dell' Opera. Ricordanze, 4, p. 46.
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