Archivio storico dell'arte — 6.1893

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200 CARLO ERRERÀ

disotto de] fregio stesso. Il fregio (fig. 1) è costituito da una serie di nicchie chiuse da due
archetti concentrici e separate da pipistrelli, i quali alla loro volta, si impostano su dadi

(iig. 2) poco sporgenti, ove sono scolpiti curiosi rabeschi,
fogliami e anche rozzi volti umani. Ora, i caratteri del fregio
e delle sculture dei dadi sono tali che ben fanno supporre
l'opera dei vecchi artisti medioevali, e tale infatti è il giu-
dizio che a primo sguardo si è tratti a darne; senonchè due
ragioni inducono a dubitare che il cornicione possa derivare
invece dalla chiesa del 500: Puna è nella descrizione ac-
curatissima che il Cavalli ci dà della chiesa dipinta nel
Pi„ j_ noto quadro, descrizione nella quale si parla del rosone, ma

non v'ha una sola parola su quel fregio notevolissimo ; l'altra
è nel fatto che il cornicione si adatta perfettamente in tutto e per tutto alla facciata attuale,
la (piale è nelle sue linee generali la facciata del 500, ma mal si può credere che riproduca
l'antica facciata della chiesa medioevale. Questo frammento adunque, se per i suoi caratteri

Fie.

arcaici sembra dover essere messo tra quelli appartenenti in origine all'edilizio dei secoli
di mezzo, non può, per le ragioni addotte, essergli attribuito se non dubitativamente.

Torniamo ora a quelle reliquie artistiche che abbiamo notate più sopra: e prima di
tutto alla colonna (tigg. 8 e 4) che sorge poco fuori dell'abitato sulla strada di Grana. La
prima cosa che salta all'occhio dell'osservatore è la posizione capovolta che la colonna
occupa sul piedestallo: la forma della colonna veramente non ci rivelerebbe questa stra-
nezza, che anzi il collarino posto quindici centimetri sotto alla estremità superiore farebbe
credere logicamente a una giusta collocazione del monumento; ma le ligure del fusto e del
capitello, che stanno colla testa in basso e le estremità in alto, dimostrano all'evidenza la
inversione della colonna: il collarino poi si spiega benissimo colla necessità in cui si trovò
lo scultore di inquadrare quel certo animale scolpito poco sopra la cimasa,

La colonna sorge sopra un basamento recente privo di qualunque valore artistico, e
regge, sopra quella che era in origine la base ed è obbligata ora a far le veci di capitello,
un breve cumulo di pietre, al quale è sovrapposta la croce. La colonna consta alla sua
volta del capitello quadrilatero arrovesciato, del fusto cilindrico accentuatamente maggiore
nel diametro della parte mediana che in quelli delle parti estreme, di un collarino posto
a breve distanza della base, e di una base quadrilatera. Il capitello ha forma di cubo smus-
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