Archivio storico dell'arte — 6.1893

Seite: 207
DOI Heft: 10.11588/diglit.18092.20
DOI Artikel: 10.11588/diglit.18092.24
DOI Seite: 10.11588/diglit.18092#0248
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1893/0248
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
0.5
1 cm
facsimile
207

all'esterno come air interno, mostrano in tutto e per tutto il puro stile fiorentino del principio
del Rinascimento, stile che intorno al 1464 (epoca in cui fu rinnovata questa parte del palazzo)
non poteva appartenere che a un compagno del Brunellesco e di Donatello ; e questi è ap-
punto Michelozzo, la cui presenza a Ragusa in quel tempo è comprovata da documenti.
L'insieme della decorazione di questa parte dell'edificio, condotta con gusto classico, ac-
cenna a lui già nel modo in cui ne son trattati i vari particolari; più decisiva ancora è
la prova che risulta dall'esame delle figure che adornano i capitelli.

Dì questi capitelli, almeno tre, e appunto quelli che sono nel mezzo della serie delle
sette colonne, sono della scuola di Donatello; quello poi che sta proprio nel mezzo è da

CAPITELLI DEL PORTICO.

considerarsi come lavoro della mano stessa di Michelozzo. Sopra l'anello intrecciato conserva
molto chiaramente la forma architettonica del capitello, paragonabile press' a poco a un ca-
nestro, ma con la stessa disposizione ornamentale della piattaforma quadrata che lo sor-
monta. Proprio sotto gli angoli sporgenti di questa piattaforma trovansi, come intermediari,
fra essa e il calice sottoposto, quattro putti alati ignudi; ogni coppia di essi sostiene dalla
parte interna delle arcate un festone, la cui estremità, passata al di sopra di una spalla,
è tenuta dalla mano che sta verso l'esterno. Sulla fronte di questi putti, come pure nel
mezzo del fogliame dei festoni, è scolpita una rosetta, segno prediletto di Michelozzo ; i
putti poi, con le loro belle forme rotonde, sono indubbiamente fratelli di quelle figure simili,
pure sostenenti festoni, che lo stesso maestro eseguì nella sua patria, cioè in Toscana. Al-
quanto duri e meno ben riusciti sono il Bambino Gesù e il puttino in atto di adorazione
sulla tomba di Bartolomeo Aragazzi, che Michelozzo cominciò nel 1427, ma che nel 1436
non gli era stata ancora pagata del tutto. Più delicati sono i genietti con festoni nel fregio
dello stesso monumento nel duomo di Montepulciano. Quelli che però somigliano più di
loading ...