Archivio storico dell'arte — 6.1893

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NUOVI DOCUMENTI

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A tergo: Hobrigho di m° Vino"0 otonaio di j° lan- :
paiiaio che à preso a fare in duomo. 1

La lampada fu terminata nel 1587, cioè due
anni dopo; però egli allora dovette rifarvi qualche
cosa, che il 25 ottobre dello stesso anno si pagano
a lui lire settanta in conto di bronzo e fattura a
rifare il lampanaio del duomo, 2 lavoro che non è
detto, nò da noi quindi può dirsi in che consistesse,
a meno di non voler supporre come molto proba-

Vincenzo Possanti lire settanta per 36 catene con
loro cerchi e uncini e altro d'ottone per tener 36 lam-
pade di retro e detto lampanaio, 1 e il 10 giugno 1588
(1587 stile comune) vennero a Pisa Jacopo di Hocco
Giorgi, orefice romano, stante a Firenze, e Baldas-
sare Meroville, orefice, stante a Lacca,2 per stimare
il lavoro di maestro Vincenzo, ed essi rilasciarono
i seguenti documenti ch'io tolgo dalla filza L del-
l'archivio del Capitolo (pag. 392-401):

r

LA LAMPADA DI GALILEO NEL DUOMO DI PISA.

bile, che, non riescita del tutto bene la fusione,
il Possanti vi abbia dovuto rilavorare; e il prezzo
pagatogli starebbe a dimostrarci, che, più che di
rifacimento, di restauro dovesse trattarsi.

Il 20 dicembre la lampada fu messa a posto,
e i manovali conficcarono un verrocchio da tirare
e tenere e lampanaio del duomo, 3 per il quale mae-
stro Battista Lorenzi fece venire da Firenze 36 lam-
pade di cristallo e 4 di vetro, e si spese in tutto
lire 53, compreso il porto e la gabella. 1 II 3 gen-
naio dello stesso anno (stile pisano) ebbe maestro

1 Arch. dell'Opera, Scritte e Obblighi, n. 1131.

2 Archivio dell'Opera. Entrata e Uscita, n. 234,
pag. 29.*

3 Ivi, pag. 35.'
1 L'i, pag. 41.

Archivio storico dell'Arte - Anno VI, Fase. III.

JHS

A di 9 di giugno 1587 in Pisa

Io Jachopo di Rodio Giorgi, orefice romano, gia-
mato dal molto Mag.00 et Ecc."" S.re dottore et ope-
raio de la Chatreda del Duomo di Pisa per la parte
sua per istimare una lumiera di ottone e bronzo
fata fare da sua Signoria mag.'" a maiestro A'jn-
centio Posanti, ottonaio e fonditore di campane in
detta città di Pisa, e di sua propria volontà mi dà

1 Arch. cit. 35.

2 Jacopo di Rocco Giorgi, prima del 1595, fece tre
candelieri d'argento per il duomo di Pisa, e Baldassarre
Meroville, fiammingo, lo sappiamo a lavorare a Lucca
alle teste d'argento dei Santi Vincenzo e Benigno, e a
due candelieri d'argento per quella cattedrale. Vedi
Ridolfi, L'arte a. Lucca, pag. 248-249.

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