Archivio storico dell'arte — 6.1893

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LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE

IN MILANO

ra gli edifici innalzati in Milano nella seconda metà
del secolo XV, nessuno presenta una testimonianza
de] rapido trasformarsi dell'architettura a quell'epoca,
così evidente, e, direi (piasi, così brutale, come
ci viene offerta dalla chiesa di Santa Maria delle
Grazie. Vediamo, è vero, a Milano le prime forme del
Rinascimento svolgersi assieme alle più tenaci tradi-
zioni costruttivo del medio evo, sia nell'Ospedale Mag-
giore, (die nella Rocchetta e Corte Ducale, o nella Cap-
pella di San Pietro Martire: ma, si tratta di fusioni
tentate da artisti ancora in lotta fra due ben diversi
indirizzi d'arte. Nella chiesa di Santa Maria delle
Grazie invece questi due indirizzi, messi a contatto,
non tentano neppure di fondersi, ma si affrontano risolutamente, conservando ognuno la
propria genuinità e le proprie caratteristiche: al corpo delle tre navate, rievocanti nella
semplicità delle linee l'austerità monastica, s'innesta bruscamente tutta la grazia di un'arte
nuova la quale, quasi esultante nel sentirsi svincolata dalle vecchie tradizioni medioevali,
si svolge arditamente elegante, e colla esuberanza dei motivi, colla purezza delle forme,
colla vivacità delle ornamentazioni ci dà la forte impressione di un vero rinascimento
dell'arte.

Illustrare con qualche ricerca e con nuovi documenti la fase attraversata da questo
singolare edificio nel breve volgere di un trentennio, mi sembra un compito non privo di
interesse, di fronte alla scarsità di notizie, ed alle incertezze nelle quali si avvolge ancora
la storia del monumento.

*

* *

Fu nel 1459 — secondo la cro*ftca mss. del Padre Girolamo Gattico 1 - - che i Milanesi,
tribolati dalle pestilenze, dalla carestia e dalle vicende di guerra, mandarono una depu-
tazione di cittadini al convento di Sant'Apollinare in Pavia, per invitare quei Padri dome-
nicani ad impiantare una sede del loro Ordine a Milano. Sorgeva fuori delle mura della

1 Questa cronaca manoscritta, del secolo xvn, si conserva ancora inedita nell'Archivio di Stato di Milano.

Archivio storico dell'Arte - Anno VI, Fase. IV. 1
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